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05/02/2010, 05:20

Notizie - Cultura e Spettacoli

«An education» nei folli anni '60

AN EDUCATION, di Lone Scherfig, con Carey Mulligan, Peter Sarsgaard, Alfred Molina, Dominic Cooper, Gran Bretagna, 2009.
Londra, anzi Twickenam, nei primi anni Sessanta, quando ancora non si parlava di rivoluzione sessuale e dei Beatles era uscito solo il primo disco.

La protagonista, Jenny, non ha ancora diciassette anni, suona con passione il violoncello e studia per poter un giorno essere ammessa a Oxford. Papà e mamma sono dei bravi borghesi che le raccomandano di non far tardi la sera e che all'inizio accolgono perplessi un giovanotto, David, che sembra volersi curare di impartire a Jenny una educazione un po' più spigliata, concerti, locali quasi notturni, brevi vacanze e una addirittura a Parigi, un po' più lunga, nel corso della quale Jenny, compiuti ormai i diciassette anni, ha deciso di perdere la verginità, naturalmente con la cooperazione di David. Ma non è detto che sia la scelta migliore specie se accompagnata da quella di lasciar perdere gli studi e di rinunciare a Oxford... Prima c'era un romanzo di Nick Hornby, uno scrittore che ha già visto molti suoi testi finire al cinema, da «Alta fedeltà» a «About e boy». Segue questo film che ha diretto, a Londra e dintorni, una regista danese, Lone Scherfig, abbastanza apprezzata, tempo fa, con «Italiano per principianti». Anche se i suoi meriti non sono molti (una regia poco vitale, dei ritmi non molto vivaci), il film si fa seguire, e anche applaudire, sia per i toni attenti e abili con cui Hornby ha sceneggiato il suo romanzo, sia per l'interpretazione, nelle vesti della protagonista, di una giovanissima attrice, Carey Mulligan, vista ma un po' a margine in «Orgoglio e pregiudizio». Hornby, che il suo romanzo se l'era fatto ispirare dalle memorie di una giornalista attivissima nei Sessanta, Lynn Barber, è riuscito, con molta finezza a evocarci, in una piacevole cornice suburbana londinese, dei personaggi analizzati con precise intuizioni psicologiche, facendoli spesso determinare, con accortezza anche sociologica, dai climi in cui si muovevano, già a metà strada verso quei più scapigliati tempi nuovi che venivano preparandosi. Pur privilegiando ancora, alla fine, l'impegno severo. Vi aderisce in pieno proprio Carey Mulligan, una faccetta graziosa, con modi gentili. Hanno detto che un po' ricorda Audrey Hepburn. Non sbagliando molto.

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05/02/2010










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