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Notizie - Cultura e Spettacoli

Romanacci tua! Stefano Vigilante racconta la sua infanzia in un quartiere popolare

Il Pigneto con gli occhi di un bambino

«Romanacci tua!» Ovvero storie di ordinaria sopravvivenza al Pigneto alla fine degli anni ‘70

. Si perché il quartiere stretto tra la via Casilina e la via Prenestina, a due passi da San Giovanni, non era proprio come lo vediamo oggi. Non c'erano gli architetti, gli attori e gli artisti che sempre più numerosi ne popolano le strade. Era il Pigneto di Accattone, degradato ma con una sua anima, fatto di ladri, prostitute, magnaccia e di gente che la vita se la sudava. Stefano Vigilante oggi è un affermato attore comico che si divide tra teatro e televisione. Nato e cresciuto fino all'età di quattordici anni al Pigneto, ha trovato proprio nelle vie del quartiere e nei personaggi che lo popolano, una fonte inesauribile di ispirazione. Stefano decide così di scendere dal palco per un attimo e raccontare la sua infanzia. La scrive oggi da uomo, ma il punto di vista è quello di un ragazzino, quello che era lui in quegli anni quando, insieme al fratello, si apprestava a conoscere la vita. Così si ride leggendo della prostituta che gli fa credere che aspetta il tram, oppure con i suoi pantaloni alla zuava, cuciti dalla mamma che li aveva visti portare dai principi d'Inghilterra. Ci si ricorda delle domeniche di austerity in cui non si poteva usare la macchina, ma ben pochi in quegli anni al Pigneto ne possedevano una! O ancora il giorno dell'apertura della sopraelevata quando sembrava arrivato il futuro. Vigilante, grazie ad uno stile semplice ed immediato, proprio come solo i bambini sanno fare, ci fa passare in un istante dalla risata all'emozione più forte, e così senza quasi accorgersene, ci si commuove leggendo dell'amichetto che non poteva camminare al quale sono cresciute le ali ed è volato via o di un padre che non c'è mai stato. Un libro (SBC edizioni, euro 12) che è insieme una fotografia di un posto e di un'epoca che non c'è più, ma anche una storia intima che sorprende riga dopo riga.

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02/01/2010










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