Il Tempo - Spettacoli
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    Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Notizie - Spettacoli

Antonella Melilli

È senza dubbio l'opera più nota dell'irlandese Samuel Beckett, Premio Nobel per la Letteratura nel 1969, ed appare del tutto naturale che, volendo celebrare degnamente il ventesimo anniversario della sua morte, si pensi a m

Ecco allora, prodotto dallo Stabile di Innovazione Out Off, che lo propone sul palcoscenico dell'India fino all'8 novembre, un nuovo allestimento del celeberrimo «Aspettando Godot».

Una commedia assurta ormai a simbolo stesso di un teatro dell'assurdo capace di restituire, tra lampi d'ironia, metafisici riflessi e funambolici non sense, l'amaro disagio del vivere, snodandosi quasi senza azione sul filo di una lunga attesa, destinata a restare delusa e a rinnovarsi il giorno successivo. Senza che in realtà si sappia neppure chi sia il fantomatico Godot da cui i due protagonisti, Estragone e Vladimiro, si aspettano in qualche modo un conforto, di cibo o di riparo, per la loro vita di vagabondi grotteschi e struggenti al tempo stesso. Come sono del resto anche Pozzo e Lucky, che sopraggiungono a immettere un'inquietudine nuova di padrone e servo in quest'umanità sradicata e strana. Un'umanità al confine tra il clown e l'emarginato, che sembra muoversi tra le nebbie ovattate di un vuoto surreale. Mentre surrealmente indefinito è il luogo stesso dell'attesa, segnato solo da un albero, su una strada di campagna. A far da sfondo a una tragicommedia in cui Lorenzo Loris, che cura la regia di un allestimento interpretato, tra gli altri, da Gigio Alberti, sembra riconoscere, a distanza di mezzo secolo dal suo debutto, l'emblema stesso di contemporanee sovraffollate società multietniche, dove l'uomo paradossalmente vive in un senso di costante crudele solitudine.

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05/11/2009










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