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VENEZIA Francesco Maselli nella sua lunga e felice carriera, guidata da forti impegni sociali, ha avuto più d'una volta l'occasione di contestare atteggiamenti e posizioni di uomini della sua stessa sinistra.

L'esempio più tipico, nel '70, quel suo film «Lettera aperta a un giornale della sera» in cui la polemica però si esprimeva anche attraverso l'ironia.

Nel film di oggi si intuiscono note egualmente ironiche ma, al centro, prevale soprattutto la polemica, tanto più decisa in quanto l'azione vien fatta svolgere in quel '97 in cui le sinistre erano al governo. Si comincia con un intellettuale famoso, Sergio Siniscalchi, pronto ad accettare di occuparsi, per un grande editore, di una enciclopedia sul Novecento in cui tacere ogni ideologia, ma anche pronto ad incontrare gli esponenti di un Centro sociale che hanno occupato una vecchia scuola per accogliervi i diseredati e, contemporaneamente, fare cultura. Ma perché in modo così precario? Siniscalchi, citando Malraux, suggerisce, però quasi a margine, di creare lì una Casa della Cultura. Un'idea che si diffonde, persino sulla stampa internazionale, ed ecco subito architetti e finanziatori farsi avanti, pur tra i cavilli di autorità di sinistra, presto comunque deludendo gli ideatori del Centro che, per interessi estranei ai loro scopi, temono di vederlo trasformato addirittura in un Centro commerciale all'americana. Tutto si bloccherà, gli architetti e l'intellettuale famoso torneranno alle loro ben remunerate professioni e, prevalse alle elezioni le destre, li lasciamo, allineati in gruppo nel buio, come ombre cinesi. Anzi, come sottolinea Maselli con amarezza, come «ombre rosse». Toni forti, cornici e ambienti rievocati con duro realismo (anche dal punto di vista scenografico e dei colori), personaggi incisi a tutto tondo, pure in mezzo ad un coro, un clima che più risente della controversia e più si fa dolente, con la sola nota ottimistica di una pagina ultima. Curatissima, come sempre in Maselli, la recitazione. In tutti, anche nei meno noti. Al centro un grande Roberto Herlitzka come Siniscalchi. Una maschera che, pur negativa, sa essere tragica. Il film è dedicato a Sandro Curzi. Condivido il ricordo. Cinema del presente - Italia

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04/09/2009










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