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Un diario inedito, quello dell'ambasciatore Roberto Ducci, in «Due valigie piene di dollari», che esce per i tipi della casa editrice «Le Lettere».

Ducci racconta con grande efficacia l'avventura che visse nel 1940, da giovane diplomatico, quando con un collega, Girolamo de Bosdari, che chiama «Momo», fu incaricato di portare due valigie contenenti tre milioni di dollari a Rio de Janeiro.

La missione segreta, spiega Francesco Perfetti nella introduzione al libro, poiché «si dava ormai per scontato che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti presto in guerra. Di fronte a questa eventualità l'Italia si trovò a dover affrontare, sia pure in via preventiva, il problema di mantenere i contatti con l'America Latina e di assicurare alla missioni diplomatiche nel centro e nel Sud d'America i fondi necessari al loro funzionamento, fondi che allora transitavano attraverso gli Stati Uniti e che, in caso di allargamento del conflitto, sarebbe stato difficile far pervenire». Ecco allora la traversata col «malloppo« segreto. Una vicenda che Ducci riassunse nel Diario. Lo scritto fu sottoposto nel 1954 al segretario generale del ministero degli Esteri, Alberto Rossi Longhi, che ne sconsigliò la pubblicazione. Il motivo? La scherzosa tentazione, riferita da Ducci, di sparire per sempre con il «compare» e le due valigie piene di dollari. Ora l'appassionante resoconto di Ducci vede la luce nel volumetto di «Le Lettere» ed esalta, osserva ancora Perfetti, «meriti poco noti perché chiarisce come nella vita di un diplomatico, accanto alla attività tradizionale, possano verificarsi situazioni fuori dell'ordinario nelle quali egli sarà chiamato a dar prova della sua dedizione allo Stato». Di seguito anticipiamo le pagine sulla «tentazione» di Ducci e «Momo».

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14/07/2009










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