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A colpi di spada

Intellettuali voluttuosi e interessati

Henry Bernard -Levy in un lungo e articolato intervento, pieno di citazioni dotte, pubblicato sul Corsera di venerdì argomenta che l'arte non deve cercare il bello.

E che l'arte contemporanea è un esercizio dell'intelligenza che non deve avere a che fare con il Bello (perché opporre le due cose, Monsieur le Professeur però non lo spiega bene…). Lo fa per decantare la nuova raccolra a Venezia del mecenate Pinault a Punta della Dogana. Difende dunque e promuove una esperienza dell'arte che in linea con il pensiero dominante mostri come la vita è in fondo un muro contro cui si va a sbattere e dunque la vera arte di oggi è quella che mostra il volto nichilista dell'esistenza. Poiché HBL sa, però, che l'arte vive di una specie di taciuta forma di speranza, si deve inventare la categoria di "nichilismo attivo". Che, conclude, è una specie di speranza. Di là dalle contraddizioni di questo spot pubblicitario, viene da ricordare quanto Montale diceva della "voluttà" con cui la maggior parte degli intellettuali si sono buttati a scoprire il "nulla". Con una eccezione, diceva il poeta: le loro cattedre.

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L'Orlando Curioso

14/06/2009










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