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L'attrice protagonista di «Sottobanco» a Teatro

Gaia De Laurentiis svela tutti i mali della scuola

Un testo che offre più di un motivo per riflettere sulla situazione della scuola, per mettere a fuoco la forte demotivazione che investe alcuni docenti e che alla fine oggi si riflette inevitabilmente sugli alunni.

Gaia De Laurentiis È essenzialmente questo «Sottobanco», lo spettacolo di Domenico Starnone con Gaia De Laurentis e Felice Della Corte di scena al Teatro La Cometa fino al 26 maggio. Portato in scena per la prima volta nel 1992 da Angela Finocchiaro e da Silvio Orlando, «Sottobanco» racconta la vicenda della professoressa Baccalauro e del professor Cozzolino, interpretati dalla De Laurentis e da Della Corte, alle prese con i tanti problemi del mondo della scuola. Il tutto è ambientato proprio l'ultimo giorno di scuola, in un istituto tecnico della periferia romana, nel momento in cui tutto il corpo docente è chiamato a pronunciarsi sulla promozione o la bocciatura dei propri allievi. Il contesto non è dei migliori, il soffitto della biblioteca è crollato e il consiglio di classe è costretto a riunirsi in una palestra, ma sarà soprattutto la presenza imbarazzante di un allievo a creare disagio, a dividere il giudizio dei professori, a fare scatenare accuse, recriminazioni e rese dei conti derivanti da gelosie e vecchi rancori mai sopiti.

E così tra un'accusa e una presa di posizione, tra una meschinità e un pettegolezzo, ci sarà anche spazio per la nascita di un amore fra i due protagonisti, due insegnanti che vogliono essere profondamente diversi dal contesto che li circonda. «È un testo molto divertente e molto amaro allo stesso tempo – ci ha detto Gaia De Laurentis – un testo che punta il dito contro un certo tipo di scuola fatta di insegnanti demotivati, delusi, disincentivati a fare il proprio lavoro al meglio, di professori che si limitano a giudizi superficiali senza preoccuparsi di andare a fondo, di guardare alla persona più che allo studente. Il tutto ovviamente è visto in chiave comica e senza pretese di fornire verità assolute.

Fortunatamente infatti, nella realtà non è sempre così, da mamma di uno studente che frequenta una scuola pubblica a Roma posso tranquillamente dire che anche oggi esistono insegnanti disposti a capire, ad andare oltre le apparenze e a dedicarsi in toto a questa professione. Probabilmente è proprio vero quando si dice che fare l'insegnante oggi più che un mestiere è una vera e propria missione». Un testo, insomma, con una forte carica civile che non deluderà le aspettative del pubblico romano.

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Fabrizio Finamore

06/05/2009










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