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A 70 anni Francis Ford Coppola sogna «Megalopolis», il suo ambizioso fantasy


Francis Ford Coppola, emigrato italiano in America di prima generazione, radici familiari tra Basilicata e Lucania, grande produttore di vini ma ancor prima maestro indiscusso del cinema a stelle e strisce, compirà 70 anni martedì prossino.

Della sua infanzia ha raccontato, come, chiuso in sanatorio per fragilità polmonare, avesse imparato a giocare con le marionette mettendo in scena un mondo tutto suo di cui era regista e demiurgo. Cominciò nel cinema di serie B, con piccole produzioni indipendenti che frequentavano i generi del terrore e del giallo fino a quel 1972, in cui fu artefice del «Padrino» che trionfò all'Oscar. Coppola ha battuto molti record: con il «Padrino II» (1974) è entrato nel ristretto club dei grandi di Hollywood premiati in contemporanea con tre Oscar (miglior film, migliore regia e sceneggiatura); con la sua sterminata famiglia patriarcale ha portato al cinema ben 13 fra genitori, figli, nipoti; la sua saga del «Padrino» (tre episodi completati e un quarto abbandonato dopo la morte di Mario Puzo) è fra le più longeve di Hollywood. È leggenda la gestazione e lavorazione di «Apocalypse Now» (1979), durata tre anni, coronata da una Palma d'Oro a Cannes, fino alla versione Redux riportata a Cannes 20 anni dopo. Nel 2007 ha portato al Festival di Roma il suo ultimo lavoro, «Un'altra giovinezza», e adesso lavora alla coproduzione sudamericana «Tetro» che vuole distribuire direttamente su Internet ma non dispera, un giorno, di tornare al suo progetto più ambizioso, la saga fantascientifica «Megalopolis».

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05/04/2009










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