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Sul podio Steinberg dirige l’unico oratorio del tedesco

Si avvicina a gran passi la Settimana Santa che apre alla festività della Pasqua e con essa la messe di concerti tematici che a Roma, e non solo, inonderanno di musica le chiese e le grandi basiliche patriarcali.

Il fuoco alle micce, con qualche giorno di anticipo, lo dà l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia che oggi nella Sala grande dell'Auditorio Parco della musica (ore 18 con repliche lunedì e martedì) propone all' ascolto sotto la direzione di Pinchas Steinberg (foto) l'oratorio beethoveniano «Cristo sul monte degli Ulivi«. Solisti di canto saranno il soprano Laura Claycomb (Un Serafino), il tenore Alejandro Roy (Gesù) ed il basso Giorgio Surian (Pietro). Scritta nel 1803 su testo di Hubert forse dopo la suggestione de «La Creazione di Haydn» (1798) ed eseguita in quell'anno al Theater an der Wien, questa partitura rappresenta l'unica esperienza oratoriale del grande genio di Bonn, che si accostò in musica alla narrazione della Passione di Cristo. In quest'oratorio di rara esecuzione che mancava a Santa Cecilia da ben sedici anni (allora lo aveva diretto Sawallisch), Beethoven seppe ritrarre, seppur in una maniera teatrale di cui ebbe a dolersi in seguito, il dolore e la sofferenza del Dio fattosi Uomo. Steinberg è una vecchia conoscenza del pubblico romano, nonostante i molti impegni in Europa ed in America. La seconda parte del concerto prevede l'esecuzione della Sinfonia n.2 (1844) di Robert Schumann eseguita per la prima volta a Lipsia da Mendelssohn nel 1846. Lor. Toz.

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21/03/2009










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