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L'11 febbraio di ottant'anni fa veniva definitivamente chiusa la «Questione romana» - ossia la controversia politica sul ruolo di Roma, Capitale del Regno d'Italia ma al contempo sede del potere temporale della Chiesa - apertasi nel 1870 dopo la presa della città ad opera di Raffaele Cadorna.
Con la firma dei Patti Lateranensi del 1929, Benito Mussolini e il segretario di Stato monsignor Pietro Gasparri definirono i confini geografici e politici dell'Italia e della Santa Sede, ponendo fine così a un braccio di ferro durato quarantanove anni. Il Trattato definiva l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato Città del Vaticano, quarantaquattro ettari più gli altri territori annessi. Il Concordato definiva invece i rapporti politico-economici, civili e religiosi con l'Italia.
Una mostra ricorda oggi l'11 febbraio del 1929. L'esposizione, nel Braccio di Carlo Magno in San Pietro, sarà aperta gratuitamente al pubblico da domani al prossimo 10 maggio. Tanti i pezzi inediti esposti, testimonianze della firma dei Patti Laternanensi. Tra gli oggetti esposti spicca, ad esempio, l'originale del trattato con le firme di Benito Mussolini e del segretario di Stato, cardinale Pietro Gasparri - che lo firmò per conto di Pio XI - estratto per l'occasione dagli Archivi segreti vaticani.
Annunciata da un modello tridimensionale in legno della Città del Vaticano come oggi si presenta, la mostra ripercorre il cammino del Papato dal 1929 a oggi, da quando cioè il Vaticano era poco più di un rione di Roma con una straordinaria basilica che campeggiava tra vigne e orti. Ampio spazio è poi dedicato alla figura di Pio XI, il «Papa costruttore» che in pochi anni, affidandosi all'architetto Giuseppe Momo, diede una forma al nuovo Stato. «Una qualunque sovranità territoriale è condizione universalmente riconosciuta indispensabile ad ogni vera sovranità giurisdizionale: dunque almeno quel tanto di territorio che basti come supporto della sovranità stessa. Quel tanto di territorio senza del quale questa non potrebbe sussistere, perché non avrebbe dove poggiare», soleva dire Pio XI sulla necessità della nascita del nuovo Stato Vaticano.
E all'indomani della firma del Patti Laternanesi s'iniziarono a costruire opere e infrastrutture: il Governatorato, il Tribunale, la stazione ferroviaria, la radio, le poste, i musei, l'Accademia delle Scienze, l'autoparco, i servizi tecnici, i servizi annonari, le nuove porte d'accesso, la residenza estiva di Castel Gandolfo. Accanto a documenti, monete, stampa e ritratti trovano spazio la «Papamobile» di allora, una Citroen Lictoria con trono papale al posto del sedile, donata al Pontefice dalla casa allora milanese, il suo telefono personale e le apparecchiature radio commissionate dal Papa a Guglielmo Marconi. La mostra è organizzata dal Governatorato della Città del Vaticano con il contributo dell'Acea.
Daniele Di Mario
11/02/2009