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La polemica

De André poeta, la pigrizia della scuola italiana è la fabbrica di luoghi comuni

Il mio succinto intervento su De André sull'Orlando Curioso domenica scorsa ha avuto molte reazioni stizzite, qualche offesa e un paio di interventi ragionati da parte di due importanti critici musicali. Che hanno sostenuto tesi opposte.

De Andrè Il che significa che ho messo in crisi un luogo comune: De André grande poeta. Avevo solo affermato che un cantautore come De André, o come Vasco Rossi, ha uno specifico diverso per molti motivi da quello della poesia, anche se tendiamo a chiamar tutto "poetico", dai gol di Kakà a certi sughi della nonna. De Andrè come tanti altri ha scritto tanti testi con momenti di valore poetico, anche se Dalla o Vasco mi paiono più interessanti. È riduttivo per i cantautori volerli etichettare poeti come fosse una "promozione".


Qui sì vedo un atteggiamento accademico e parnassiano -cose di cui, bizzarro, m'accusa Mannucci. Non si tratta di promuovere né di abbassare. Nell'Italia del secondo '900 i poeti di valore e futuri sono altri: Caproni, Luzi, Pasolini, Bertolucci, Sereni, la Rosselli, Zanzotto, Testori (e Montale e Ungaretti che scrissero fino agli anni '70). E ora tanti altri. Se non li si conosce molto è per pigrizia di giornali, scuola e mondo culturale. Non basta citare (senza forse intenderne la forza ironica) un verso di Eliot degli anni 20, come fa Mannucci, per fermare la storia della poesia. Il mio voleva essere anche un invito a conoscere i veri poeti. E credo che De Andrè approverebbe, più che la coorte dei difensori dei luoghi comuni.
 

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Davide Rondoni

18/01/2009

  • 19/06/2009 21:59 Roberta
    Cade quiete sulla notte, vergine nel proprio manto. Tace il mondo e in lui rivive l'ansia e la paura che il silenzio con il suo vuoto riaccende, sospetto ed infido nel buio. Ecco questo è il mio commento. Per dire che esiste chi ha scritto testi ancor più belli di De Andrè, non trascurando l'aspetto musicale. Leonard Cohen faceva le stesse cose di De Andrè 10 anni prima. Non nego la profondità di ciò che ha scritto, ma le poesie vanno lette, recitate, oppure realmente MUSICATE. A livello musicale, e qui sono pronta ad essere lapidata, De Andrè non ha fatto nulla di originale, anzi.
  • 19/06/2009 21:55 Roberta
    Io a dire il vero invece concordo pienamente con quanto detto. (Non ho letto l'articolo precedente però). Io parlo da vera appassionata di musica: certamente i testi di De Andrè sono belli, su questo non c'è da discutere. Tuttavia esistono artisti che non hanno trascurato l'aspetto musicale mentre, lasciatemelo dire, la musica di De Andrè non ha nulla di originale. Leonard Cohen faceva le stesse identiche cose, con la stessa voce 10 anni prima. C'è chi ha scritto con una musica MERAVIGLIOSA versi come questi: Cade quiete sulla notte, vergine nel proprio manto. Tace il mondo e in lui rivive l'ansia e la paura che il silenzio con il suo vuoto riaccende, sospetto ed infido nel buio. E Dio mio quanto è bello quell'album. E' meraviglioso caspita. Inoltre c'è Ivan Graziani che ha scritto testi altrettanto belli ma non è certamente osannato in questo modo. Attendo di essere lapidata...
  • 22/01/2009 00:13 roberto
    Ragazzi:io ho imparato che contro l'ignoranza non ce' battaglia che si possa vincere.Quindi lasciamo Rondoni ai suoi deliri di onniprenseza.
  • 22/01/2009 00:08 roberto
    Che De Andre' si sia ispirato quasi sempre a testi libri e canzoni altrui e' fatto noto come noto e' la sua balbuzia musicale (parole di fabrizio)nel comporre indi per cui il suo voler affiancarsi ai vari Piovani Bubola Pagani e in ultimo Fossati. Ma bisogna riconoscergli un pregio che lei sign.Rondoni sottovaluta per la pigrizia di approfondire.....legga un testo di de Andre senza musica escludendola,e forse capirebbe cosa intendiamo noi fans per poesia ( mi creda che non si discosta molto dai suoi Prevert e poeti presunti tali.Per me,Pasolini,non e' un poeta anzi non nutro alcuna affinita' intellettuale con lui e trovo "uccellacci e uccellini" di una noia mostruosa.....quindi poeta assume un significato personalissimo e individuale.E mi dispiace molto ma Dalla e Vasco,a parte rare eccezioni,han scritto testi che non si reggono da soli senza l'ausilio della musica...trova mica piu interessante attenti al lupo piuttosto che Rimini?
  • 21/01/2009 22:57 alessandra di cicco
    non poteva essere altro che una provocazione.mai mettere in dubbio i poeti degli altri.
  • 21/01/2009 16:13 Luigi
    poverino, mi accodo al sentimento di roberto : compassione. Saluti.
  • 20/01/2009 17:45 ROBERTO
    aaa
  • 20/01/2009 17:43 roberto
    Gentile signor Rondoni, leggendo i due suoi articoli su De andrè ho provato un senso di rabbia che mi sono portato dentro per diverse ore. Poi però ho riflettuto sulla filosofia di vita che mi ha insegnato De andrè e mi sono detto che bisogna rispettare le "minoranze"(e non vi è dubbio che in questo caso Lei è una minoranza) e non condannarle per il semplice fatto di non essere daccordo con la massa. Allora ho analizzato in maniera più approfondita la reazione che i suoi articoli hanno suscitato in me e mi sono reso conto che la mia non era rabbia per aver sminuito una figura di così grande rilievo, ma più che altro un po di "compassione"(scusi il termine, non voglio essere offensivo ma è proprio quello che ho provato)per chi non è riuscito a cogliere la grandezza dei testi di De Andrè. Mi spiace molto per la sua "mancanza". Cordiali saluti
  • 18/01/2009 20:36 andrea
    cosa fa Rondoni? Ora ritratta? Patetico è dir poco
  • 18/01/2009 14:38 celeste
    de andrè non è poetico, bensì un poeta. tra l'altro l'aggettivo "poetico" dovrebbe far venire l'orticaria a qualsiasi poeta. ah ... si segni quest'altro nome: vinicio capossela. alla prossima! un'accademica.
  • 18/01/2009 12:47 daniele
    Avevo letto il suo articolo e pensavo che lei l'avesse scritto esclusivamente per destare attenzione e farsi pubblicità. Adesso ne ho la conferma. Complimenti per le xxxxxxxxxx finto-intelllettuali che scrive. Ci vuole la competenza anche solo per recensirlo o capirlo de andrè.
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