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In una società malata di sentimentalismo

Il «fenomeno» Allevi: il trionfo della superficialità in musica

Ogni musica ha la sua dignità. Lo sapeva bene Leonard Bernstein, che, accanto alla sua attività di direttore d'orchestra, divenne famoso per un musical: quel "West side story" che fece letteralmente il giro del mondo.
È evidente che la musica di Giovanni Allevi non sia una musica "nuova e colta", se non per il fatto che è composta ai giorni nostri e, come dice lui, "ha bisogno di una partitura scritta".

È altrettanto evidente che il fenomeno Allevi, senza nulla togliere alla sua buona fede, sia anche frutto di una sapiente campagna di marketing. Il suo linguaggio è molto gradevole e facilmente comprensibile. È un linguaggio che "arriva direttamente", che tocca il lato sentimentale di una società malata di sentimentalismo. Una società in cui è bello ciò che emoziona immediatamente, ciò che, da subito, provoca un brivido lungo la schiena, stimolando le corde più superficiali dell'anima. In questo senso la musica di Allevi piace ed è scritta con sapienza. Insomma, ha una sua personalissima dignità se non pretende di essere, come spesso proprio lui sembra farci intendere, musica destinata a rivoluzionare il panorama musicale contemporaneo.
Il futuro della musica contemporanea, dunque, sta nella capacità del compositore di essere comprensibile, ma al tempo stesso di saper condurre l'ascoltatore al di là della superficialità.
Cristian Carrara
Compositore

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04/01/2009










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