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L'eterna storia dei conquistatori. Violenti con le donne dei vinti. Da Troia in poi, fino alla Bosnia, fino all'Italia della «Ciociara». Solo che in Germania era una delle verità taciute, rimosse. Sacrificate al senso di colpa, non ancora vinto dai tedeschi, di essere stati nazisti, e dunque autori del più odioso genocidio del '900.
Adesso un film riempie i cinema della Germania e accende dibattiti. Non perché è bello, anzi molti critici arricciano il naso, dicono che è farraginoso e prolisso. Ma perché racconta dei milioni di donne violentate nell'estate del '45 dai russi entrati a Berlino. Bottino di guerra, sfregio a Hitler da parte di altri despoti, di un altro dittatore.
Il film si intitola «Anonyma, eine Frau in Berlin», è diretto da Max Färberböck, regista anche di «Aimée & Jaguar», un altro classico della Germania ai tempi della guerra. La protagonista è Nina Ross, star tedesca. Perché «Anonyma»? Perché è lo pseudomino dietro al quale si è nascosta l'autrice del libro dal quale è tratta la pellicola. E che riprende i diari di una giornalista, Marta Hillers, cocciutamente impegnata a scrivere sui suoi quaderni l'orrore di una Berlino occupata, non liberata.
Sono passati più di sessant'anni, la verità torna a galla, il conformismo vacilla, si guarda in faccia la realtà. Può anche capitare che il più importante scrittore tedesco, Günther Grass, confessi di aver fatto parte, da giovane, e con convinzione, delle SS. Lui, una vita passata a sferzare, con la parola e con gli scritti, il nazismo. È successo due estati fa, e ha fatto scandalo. Ma è stato un altro passo sulla strada della coscienza identitaria.
Li. Lom.
Lidia Lombardi
30/12/2008