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Un po' racconto, un po' testimonianza

Di mestiere faccio lo scrittore E sul conto in banca ho 202 euro

Mi piacerebbe averli, i soldi, per fare viaggi all'estero. Il problema di viaggiare non è tanto pagare il viaggio, quanto poterti permettere, mentre stai in giro, anche le spese della casa che lasci in Italia (io, di affitto, a Roma, pago 1.123 euro al mese).

E poi mi piacerebbe comprare senza controllo libri d'arte, dvd, riviste straniere, tutti i quotidiani, un sacco di libri. Ma di soldi ne ho pochi. In questo momento sul conto Unicredit ho solo 202 euro (gioco a carte scoperte). Certo, ho pagato l'assicurazione dell'auto, le tasse dell'università di mia moglie, l'affitto e le spese per l'asilo di mio figlio. Ma sono a terra, appena sopra lo zero.
Di mestiere faccio lo scrittore, il giornalista free-lance e, in generale, l'intellettuale. Se tutto mi va bene, nel 2009 guadagnerò (lordi): 10.000 euro di collaborazioni Rai; 5.000 euro di collaborazioni a giornali; 3.500 euro di anticipo su libro; 5.000 euro di consulenze editoriali; 2.000 euro per convegni e cose varie. Togliete le tasse, il conto è fatto. Non mi pesa tanto vivere di poco, quanto vivere ogni mese come un "esame".
Ho 32 anni, e lavoro a tempo pieno dal 1997 (mia moglie non lavora). Una volta fare i reportage a spese mie non mi pesava; oggi lo trovo ingiusto, specie se ci sono tanti giornalisti che guadagnano cifre alte. La cosa più brutta quando guadagni poco, e vivi in affitto, e non hai "le spalle coperte", e hai un figlio, è quella domanda che non ti lascia mai: "E se muoio?" Non sono un tipo attaccato ai soldi. Cerco di andare avanti: leggo, scrivo, lavoro come se fossi sereno. Ma sereno non sono.Andrea Di Consoli

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14/12/2008










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