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«Il cuore di un Vescovo» è il titolo del libro pubblicato ...

«Il cuore di un Vescovo» è il titolo del libro pubblicato in questi giorni dalle Edizioni San Paolo. Il volume racconta i tratti della vita dell'arcivescovo Gianni Danzi, prelato di Loreto, attraverso una trama di memorie unitamente agli insegnamenti del monsignore che fu un trascinatore nella fede, uomo più di parola che di scrittura, capace di entusiasmare tutti per Cristo e soprattutto le giovani generazioni.


Il libro (280 pagine) curato da due giornalisti televisivi, Myriam Castelli e Michele Fazioli, rispettivamente della RAI e della TV Svizzera, ricostruisce, a partire dagli anni di Loreto, le tappe salienti dell'attività di mons. Gianni Danzi, il suo volto di sacerdote, parroco, educatore, alto funzionario e prelato del vaticano, vescovo e arcivescovo. Sono pagine che rivelano un uomo mosso dall'impeto di una fede forte e convinta, un uomo di trincea, un sacerdote d'azione nel quale alle parole tenevano dietro i fatti, quasi a dimostrazione che «la fede sposta le montagne» e che nulla è impossibile a chi ha costruito la casa sulla roccia.
Numerose le testimonianze raccolte in questo volume, da quella del Cardinale Stanislaw Dziwisz, già segretario personale di Papa Wojtyla e ora Arcivescovo di Cracovia, a Sua Ecc. Mons. Luigi Stucchi, vescovo ausiliare di Milano, dalle Monache Passioniste di Loreto alle Trappiste di Vitorchiano, dal presidente dell'Ente Fiera di Milano Luigi Roth agli sportivi Leo Isolani e Carlo Nesti.
Per tutti mons. Danzi è stato un padre, un educatore, un maestro, un amico. Con la sua spontaneità appassionata e convincente a chi l'ha ascoltato ha detto che il cristianesimo non è una teoria, un'etica, una morale ma innanzitutto una Presenza, quella di Cristo in mezzo a noi.
Il più bel profilo di mons. Gianni Danzi lo traccia Sua Eminenza il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, che nella prefazione al volume ricordando gli oltre quarant'anni di amicizia dice di lui: «Don Gianni era un uomo libero, e perciò spesso scomodo. Libero di una libertà autentica, quella che scaturisce da un io ben radicato nell'amore di Cristo. E la sua libertà lo portava a rischiare tutto, a non temere nulla, con la semplicità e la fiducia di un bambino saldamente tenuto dalle braccia del padre».

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29/11/2008










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