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Rodolfo Lorenzoni In «Perché credo» c'è davvero tutta la ...

Rodolfo Lorenzoni
In «Perché credo» c'è davvero tutta la vita di un uomo, di un intellettuale, di un cattolico. Vittorio Messori, in questo libro-confessione scritto con Andrea Tornielli (Piemme edizioni), racconta fino in fondo i passaggi più importanti e determinanti della sua esistenza, rivelando anche particolari fino ad oggi sconosciuti.


E si tratta di un percorso tanto emblematico quanto stupefacente: cresciuto nel più laico e razionalista degli ambienti culturali (la Torino degli anni '60) Messori viene quasi folgorato da un'evidenza che gli si impone inaspettatamente ma indubitabilmente, l'evidenza della rivelazione cristiana.
Le pagine più significative e sorprendenti del testo sono proprio quelle in cui lo scrittore tenta di descrivere quel momento decisivo, che gli avrebbe aperto la strada a una vita di instancabile ricerca culturale e dottrinale, fino a permettergli di diventare il più rappresentativo intellettuale cattolico italiano.
Per rendere conto di quella circostanza Messori non può che esprimersi così: «Qui sto, non posso nient'altro».
Perché è difficile, se non impossibile, riferire con esattezza di una fase vitale così profonda e complessa come quella di una - per quanto anomala - conversione. E quindi si deve ricorrere ad un lessico perentorio («Qui sto») che rimandi all'ineluttabile e improvviso affermarsi di una certezza assoluta: Dio esiste, il Vangelo è il luogo della Verità, non posso fare a meno di spendere il resto della mia vita a professare e approfondire quella Verità.
Il viaggio di Messori comincia proprio lì, in quella torrida estate torinese in cui Gesù, per così dire, lo sorprende: tutto ciò che arriva dopo non è altro che il continuo dipanarsi di «una vita per rendere ragione della fede», cioè del cammino di ricerca al servizio della Parola, nella speranza di confermare i credenti nella fede e di persuadere gli atei.
Un cammino che comincia con «Ipotesi su Gesù», il primo risultato di una faticosa ricerca, un testo che diventerà un best seller internazionale senza precedenti.
E prosegue poi con centinaia e centinaia di libri, articoli, interventi, conferenze, che si dipartono però invariabilmente «da un angolo appartato in cui riflettere su come convincere che la speranza esiste, che il credente non è un credulo, che il cristiano non è un cretino».
Da quell'angolo appartato, Messori oggi consegna ai lettori «sè stesso», in questo che è forse il suo libro più aperto e più sinceramente autobiografico.

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08/11/2008










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