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Fumata nera Secondo rinvio della Commissione ministeriale su «Miccia corta», la pellicola tratta dal libro di Segio

Può aspettare il film su Prima Linea che chiede soldi pubblici

Cautela, attenzione alle parole del ministro Bondi che aveva avvertito: basta soldi pubblici a film sugli anni di piombo «senza il consenso dei parenti delle vittime». Così ieri non c'è stato l'atteso pronunciamento della Commissione ministeriale dei fondi di garanzia su «Miccia corta», il film tratto dal libro di Sergio Segio, l'ex «comandante Sirio» di Prima Linea.

I «commissari» (presieduti da Gaetano Blandini, Direttore Generale per il Cinema) hanno optato per un rinvio. Il secondo, dopo quello del 29 settembre. Dilazione «tecnica», spiega una nota, dovuta alla necessità di esaminare le modifiche che la Lucky Red, casa di produzione, e gli autori (firma la regia Renato De Maria) hanno apportato dopo le riserve espresse dalle associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo. Ma lo stop al rinonoscimento che «Miccia corta» sia pellicola «di interesse culturale nazionale» (e che incameri corsì due milioni e mezzo di euro) è il segno di un'aria mutata. Niente più facili ribalte a brigatisti riciclati dopo delitti vigliacchi. E che potrebbero ritrovare potere di fascinazione traendola dai begli occhi di Riccardo Scamarcio e di Giovanna Mezzogiorno, nei panni di Segio e di Susanna Ronconi. Dove finirebbe il rispetto dell'etica pubblica richiamata dal Capo dello Stato lo scorso 9 maggio, prima giornata della memoria?Li. Lom.

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08/10/2008










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