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Esordio La patologia in «Portami a dormire» di Chiara Marchetti

La fragilità di un'anoressica

La storia sottile, senza retorica nè toni melensi, una storia dolce e amara, una storia di vita che scorre parallela ad una storia d'amore. È la storia di una ragazza come tante altre, Isabella: una bella famiglia benestante, il liceo classico e qualche cottarella adolescenziale.

Isabella però è malata, più nell'anima che nel corpo: ha infatti l'anoressia. Già a quattordici anni comincia a non accettarsi, a vedersi grassa e brutta e la mancanza di amici la conduce in un baratro dove l'unica soluzione è non mangiare, quasi scomparire, fino ad annientarsi.
In «Portami a dormire» (Il Filo, pag. 80) l'autrice, Chiara Marchetti, tiene il diario dello squarcio di vita di Isabella, un diario non autobiografico rivolto alle donne, che diventa uno strumento per vincere le paure, proteggersi dalla fragilità, trovare la forza per rialzarsi da un pozzo buio ma soprattutto per amare gli altri e amarsi.
Isabella, in queste 80 pagine asciutte e dirette, esordio della Marchetti, riesce a trovare la forza per affrontare una «nuova» vita, con qualche cicatrice sulla pelle e nell'anima, grazie anche all'amore e alla sensibilità di Alessandro.
Sar.Bir.

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15/09/2008










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