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Premio Campiello 2008

Una donna «Rossovermiglio» nella saga della Cibrario

Una vita di donna fuori delle regole tra guerra e pace, che a 80 anni comincia a raccontarsi andando a ritroso e alternando secondo personali collegamenti e non cronologicamente vari piani temporali della sua esistenza: «Il movimento oscillante dela memoria è diventato sempre più ampio, finchè non sono stata più capace di arginare un fiume di parole che facevano ressa per uscire».

Riannoda per sè i fili di tutta un'esistenza per cercar di capire i confini tra realtà e illusioni, tra verità e menzogna, tra torto e ragione, che la riguardano e riguardano i tempi in cui ha vissuto. Una storia familiare, una vera saga in «Rossovermiglio» di Benedetta Cibrario, vincitrice del Premio Campiello 2008.
Il romanzo, spiega la Cibrario, racconta la trasformazione di un carattere, di una donna e assieme la trasformazione di una paese che passa, attraverso guerre e tragedie, dalla monarchia alla repubblica. Si tratta di una donna aristocratica che crede di rappresentare qualcosa grazie alla sua nascita e poi scopre che si sente qualcuno solo per quel che fa, per il suo coraggio di cambiare, senza paura o temere sacrifici e sbagli. Il problema era mostrare come una certa classe italiana, ancora ancorata a modelli di vita e sentire ottocenteschi, fosse assolutamente impreparata a affrontare il dramma e i rivolgimenti della seconda guerra mondiale». «Rossovermiglio» è il vino che la protagonista imparerà a fare nella tenuta nel senese, un colore intenso e forte che fa da sfondo a tensioni familiari e nazionali.

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01/09/2008










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