Una implicita riflessione sul tema della
bellezza ("Beauty") propone il cartellone della Biennale
Danza 2008 di Venezia (da oggi al 29 giugno), anche
quest'anno artisticamente diretto da Ismail Ivo.
«Noi
percepiamo il nostro mondo come un flusso costante di
figure e di immagini - ammette il coreografo di colore -.
Ma se pensiamo alla bellezza di una persona, vediamo
un'immagine ferma anziché in movimento. Viviamo un'epoca di
mercificazione, in cui la bellezza serve a promuovere la
vendita e la commercializzazione dell'immagine. La bellezza
non è quindi l'espressione esteriore di un valore
interiore, ma una mera manifestazione fisica. L'arte della
danza usa il movimento per capovolgere questa concezione,
amplifica il senso della bellezza».
L'indagine in danza
a tutto campo sulla bellezza si inaugura oggi con la
prestigiosa Compagnia del Ballet de Marseille in
Metamorphoses di Frédéric Flamand, nove episodi ispirati
alla mitologia classica attraverso Ovidio, che si rivelano
altrettante variazioni su temi della contemporaneità come
la tecnologia, internet, l'eterna giovinezza. Prima europea
per Stephen Petronio, esponente del post-modern americano
all'insegna della multimedialità e dello stile
contemporaneo in "Beauty and the Brut" al Teatro Malibran
in prima europea. Altra presenza di prestigio quella del
noto coreografo frano-albanese Angelin Preljocaje con la
danza mistica e carnale di "Eldorado" ispirato a
Stockhausen ed il rigoroso e sensuale "Larmes blanches".
Cybercoreografia per il britannico Wayne McGregor e
specularità tra la protagonista e una bambola meccanica per
Marina Giovannini con "La Bambola di carne" (prima
assoluta) ispirato al film "Die Puppe" (1919) di Ernst
Lubitsch. Altro mostro sacro la neoespressionista tedesca
Susanne Linke che insegue i passi di una donna nel suo
percorso esistenziale.
Due infine le novità che vengono
dall'estro di coreografi italiani: il "Don Giovanni - Il
gioco di Narciso" riscritto da Mauro Astolfi e "Chain of
Feathers" del ventisettenne Mauro De Candia.
Insomma,
per dirla ancora con Ivo, questa "Beauty" «offre la
possibilità di celebrare il corpo umano ed il suo
vocabolario di movimento in tutte le sue differenze
culturali. Offre un'opportunità di superare le nostre idee
preconcette e di allargare la nostra visione dell'estetica
del movimento e del carattere progressivo dell'arte nel
mondo contemporaneo. Nel mondo odierno tocca all'arte e
agli artisti la funzione di memoria speculare che lasci la
traccia della nostra esistenza».
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14/06/2008