Disperazione
ribellione solitudine. Ogni sera ricevo una carica
profondissima».
Le piace il teatro?
«Meglio far
l'attore a teatro che lavorare in miniera o in una banca.
Fare teatro è un lavoro non monotono. Ogni sera cambia, la
platea è diversa, il testo subisce interpretazioni. È un
mestiere che sicuramente consiglio, anche se a teatro ormai
ci va poca gente».
Perché?
«Perché è un po' noioso.
Io faccio teatro per fame. Quando un attore ha avuto
successo al cinema e non non fa più box office ovviamente
fa teatro. Ho tentato anche di fare la prostituta
rumena».
Eppure molti teatri sono affollatissimi...
«Certo, il teatro è riempito da abbonati, quasi tutte
donne quasi tutte vedove di una simpatia mostruosa e
comunque sono un ottimo pubblico».
È il suo spettacolo
«Serata da Dio».
«In questo spettacolo cerco di
sopravvivere alla non attenzione del pubblico perché le
giuro non c'è niente di più noioso di un pubblico che
dorme. Tre pezzi, tengo a precisare che comunque il
pubblico è ogni sera sveglio. Si racconta come si esce
dalla tossicodipendenza, in un altro atto un attore lascia
le scene e l'ultimo suo confronto è quello con la morte.
Nell'avvicinamento alla morte ha un tumore, si libera delle
sue mediocrità, si sente finalmente libero e felice e
nell'ultima settimana vuol capire cosa c'è dopo».
A chi
deve dire grazie?
«Alla mia famiglia e a Maurizio
Costanzo che mi ha visto al cabaret e mia invitato a Roma».
Ama i suoi amici e compagni di teatro?
«Ho un buon
rapporto con tutti ma ho notato che gli attori di teatro a
volte camuffano la propria voce e si tingono i capelli».
Villaggio scrittore, le piace di più?
«Nell'ultimo
mio libro "Storia della libertà di pensiero" cerco di far
capire che la storia è manipolata. Nerone è stato un grande
imperatore. Mi piace scrivere e vorrei vendere anche tanti
libri».
Farà ancora teatro?
«Il prossimo anno farò
uno spettacolo teatrale, un lungo monologo su tutti i
personaggi che sono stati perseguitati per la loro libertà
di pensiero. Ne parlo anche nel libro».
Perché è
diventato un attore comico?
«Perché quando ho scritto
Fantozzi cercavano un attore... Tognazzi ha detto di no,
Pozzetto anche, e qualcuno mi ha detto: lo faccia lei».
Vai alla homepage
26/05/2008