E allora l'atteggiamento che l'umanità deve tenere
con le balene, i giganti (oggi) buoni degli abissi, divide
il mondo.
L'Islanda proprio ieri ha riaperto la caccia
ai cetacei. Il ministro per la Pesca di Reykjavic ha dato
il via libera per l'abbattimento di 40 esemplari di
balenottera, interrompendo il blocco imposto l'anno scorso
dopo le proteste dei gruppi animalisti. La decisione ha
letteralmente spezzato in due la maggioranza
socialdemocratica al governo in Islanda. Soddisfatti,
ovviamente, i pescatori: «Speriamo di raggiungere la quota
delle quaranta balene entro l'inizio di luglio se, come
speriamo, ci sarà una buona richiesta di carne di balena»,
ha affermato il capo dell'associazione dei balenieri. E ha
spiegato inoltre che la caccia alla balena è importante per
questo settore economico del Paese anche a causa delle
restrizioni sulla pesca del merluzzo. «Ci sono 50.000
balene nelle acque che circondano l'Islanda - ha affermato
- non sarà certo una grande perdita sul totale se se ne
cacceranno 40». Ma proteste sono arrivate dal governo
stesso, il ministro degli Esteri si è dissociato insieme ad
altri membri dell'esecutivo. «Penso che questa scelta
sacrifichi gli interessi a lungo termine per dei ricavi
immediati - ha detto - tuttavia è da rispettare la funzione
costituzionale del ministro per la Pesca, che non deve
consultare tutto il governo su queste decisioni». L'Islanda
così si allinea con il Giappone, il Paese che maggiormente
difende la caccia alla balena.
Una caccia che mai come
oggi fa discutere visto che nell'Occidente democratico e
«politicamente corretto» milioni di persone che non hanno
mai visto una balena in vita loro e che, probabilmente, non
saprebbero distinguere una megattera da un capodoglio, sono
ferocemente contrarie alla caccia. Tempi che cambiano: la
balena, il grande cetaceo, non è più il leviatano di
biblica memoria, il mostro che prende il corpo immortale in
Moby Dick, nel capolavoro di Herman Melville. Oggi le
balene cantano, sono un bene mondiale da difendere. Anche
dalla voracità dei buongustai e dalle leggi del mercato
globale.
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21/05/2008