La fiction, prodotta da Sky Cinema,
Colorado Film e Rti, è tratta dall'omonimo romanzo di
Grazia Verasani, che Salvatores aveva già portato sul
grande schermo nel 2005, ma stavolta alla regia c'è Guido
Chiesa mentre il premio Oscar si è limitato a svolgere il
ruolo di direttore artistico.
«Il mio lavoro è stato
quello di coordinare le storie insieme agli altri
sceneggiatori, ho dato un vestito alla serie, ma il sarto
che l'ha confezionata è stato Guido Chiesa - ha spiegato
Salvatores -. La serie è anche la dimostrazione di come il
concetto di film da 90 minuti si possa superare e
approfondire. Il racconto stesso può aprirsi, i tempi non
diventano più lunghi ma sovrapponibili, si possono
esplorare più a fondo i personaggi. È anche l'occasione per
dare più visibilità a bravi attori, contribuendo a creare
uno star system. Credo che con questa fiction siamo
riusciti a proporre un nuovo linguaggio che va oltre il
cinema e la tv alla quale siamo abituati».
Ancora una
volta sono in primo piano le avventure di Giorgia Cantini
(interpretata da Angela Baraldi), la detective bolognese
quarantenne, amante della notte, della boxe e dei misteri.
Ad aiutarla nelle indagini c'è il fido assistente gay Lucio
(Alessandro Tiberi), mentre la protagonista è sempre
perseguitata dal ricordo della sorella Sara (Federica
Bonani), morta in circostanze misteriose in Africa. Accanto
a lei, emergono le figure dell'ambiguo commissario Bruni
(Thomas Trabacchi), con cui Giorgia ha una storia, e
l'amico Johnny (Bebo Storti), ex attore porno proprietario
del locale dove la detective si esibisce la sera come
cantante. Sono in tutto sei le storie autonome ma legate da
una serie di personaggi ricorrenti. Dopo un periodo di
inattività Giorgia Cantini si ributta nel lavoro,
accettando l'incarico che le affida un'elegante donna
manager (Claudia Pandolfi) di ritrovare l'uomo, appena
uscito di prigione, di cui dice di essere innamorata. Le
indagini tuttavia la porteranno su una strada inattesa.
La serie è stata girata a Bologna, ma anche ad Anzio e
in alcuni quartieri periferici di Roma, «come la Magliana,
dove abbiamo ricostruito l'Africa, e il Prenestino, dove
abbiamo ricreato l'Afghanistan. D'altronde è una forza di
noi italiani, utilizzare la nostra creatività - ha
raccontato Chiesa -. È stata una sfida e un'avventura
divertente, per me, che fino ad ora avevo fatto solo film
da mie sceneggiature, avvicinarmi a un progetto già
avviato: nel farlo mi hanno molto incoraggiato Gabriele e
Sky, che volevano qualcosa di diverso dalla pellicola
originaria e mi hanno spinto a osare».
Angela Baraldi
è apparsa particolarmente contenta di tornare nel ruolo di
Giorgia Cantini: «L'idea della serie c'era già da prima del
film di Gabriele quindi ho aspettato che continuasse
l'avventura - ha detto la cantante a attrice, che nella
fiction si esibisce anche in alcuni classici del rock, da
Bob Dylan ai Rolling Stones -. Sono molto vicina a Giorgia
come status sociale, ci assomigliamo nei gusti e nei
colori, ma lei ha una sfera emotiva più ferita e
pessimista. Io ho più fiducia negli altri, però Giorgia mi
ha insegnato molte cose».
Secondo Salvatores, donne
come la Cantini esistono davvero nella realtà: «È il tipo
di donna che ho avuto a fianco nella mia vita e infatti
qualche livido ce l'ho. Le donne sanno difendersi. Sono la
cosa più vicina a Dio ma con un vantaggio, si possono
toccare e Dio no. Ora sto ultimando il mio nuovo film "Come
dio Comanda", con Filippo Timi e Elio Germano. Non sarà
pronto prima di fine ottobre quindi una partecipazione a
Venezia è esclusa. Ho iniziato il montaggio del film da una
settimana e, rispetto al libro di Niccolò Ammaniti da cui
la storia è tratta, c'è una maggiore ricerca dell'umanità
dei personaggi, delle motivazioni che li spingono ad agire
in un certo modo. Nella pellicola Timi interpreta Rino
Zena, uomo autoritario e violento ma padre affettuosissimo
del piccolo Cristiano, mentre Germano si cala nei panni di
un ritardato mentale tanto ingenuo quanto pericoloso».
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13/05/2008