Adesso è la volta del cinema italiano, un occhio alla
televisione perché, del film di oggi, realizzato da Renzo
Martinelli, si prevede anche una versione in due parti che
si vedrà su Canale 5. Una biografia in ordine cronologico,
soprattutto intenta a rievocarci fin dagli inizi la
straordinaria carriera di pugile di un giovane emigrante
friulano alto due metri, peso 120 chili, che dopo essersi
esibito in un circo equestre, date le sue proporzioni,
riesce a farsi strada nel pugilato passando presto, da
fortunati combattimenti in cittadine francesi di provincia,
ad altri, a Parigi e via via in varie capitali europee, con
il sostegno di un allenatore che ha presto creduto in lui
sia come pugile, sia nel proprio esclusivo interesse, come
fonte sempre più solida di guadagni. Fino al grande balzo
negli Stati Uniti dove non tarderà ad arrivare la vittoria
come campione del mondo dei pesi massimi, tra l'entusiasmo
sempre crescente delle folle.
In mezzo, qualche
avventura sentimentale, l'incontro con la iugoslava che
diventerà sua moglie e madre dei suoi figli, in contrasto
con il primo allenatore e poi con un secondo che entrambi,
con furti e dubbie speculazioni, lo ridurranno quasi sul
lastrico. Fino a un ultimo match, con una durissima
sconfitta, e il conseguente ritiro a vita privata,
lasciando ad alcune didascalie finali di citare il resto,
compresa la sorte dei due figli oggi in posizioni di
rilievo negli Stati Uniti.
Martinelli ha scandito con
diligenza questo itinerario, dando ovviamente lo spazio di
maggior rilievo ai numerosi combattimenti che via via si
susseguono sul quadrato: privilegiando il bianco e nero sul
colore quando intende quasi citare documenti d'epoca e,
naturalmente, costruendo le molteplici fasi di quei
combattimenti, tutti, salvo l'ultimo, vittoriosi, facendone
scaturire le necessarie tensioni, con buoni ritmi. Meno
efficace, forse, si è rivelato nella rievocazione delle
vicende private del protagonista. Gli è quasi sempre
riuscito, comunque, di ambientarle in una verosimile
cornice anni Trenta, spesso con il gusto del costume.
Nei panni di Carnera un esordiente per il cinema,
Andrea Iaia, con alle spalle, però, un po' di teatro. La
moglie è Anna Valle, vista spesso in TV, agli allenatori
danno volto due noti attori di Hollywood, F. Murray Abraham
e Burt Young.
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12/05/2008