Cercare di abbracciare la sua
carriera, iniziata alla fine degli anni venti, è una vera
impresa. Iniziò facendo la gavetta, quella dura, che ti
insegna a capire il pubblico, a rispettarlo e a farti
rispettare. Prima generico di fila nei teatrini romani e
poi attore brillante. Gavetta dura in tempi duri: stringere
la cinta era la pena quotidiana che il giovane Stoppa
affrontò con una eccezionale voracità di vita e di lavoro.
Il primo film nel 1932: «L'armata azzurra», una pellicola
avventurosa sull'aviazione. Da allora non si è più fermato
affinando un modo di recitare che si basava soprattutto su
una voce inconfondibile, eppure universale. Una voce tutta
italiana ma che poteva agevolmente essere prestata, e lo
farà tanto, con il doppiaggio, a divi stranieri.
Negli
anni, ce ne mise pochi, imparò ad affrontare ogni parte:
comica, drammatica e a renderla viva dando il massimo.
Forse per capire quella sua ineffabile capacità più che
cercare di guardare la sua carriera nel suo complesso è
meglio focalizzare lo sguardo sui tanti piccoli gioielli
che ha intagliato, come il ruolo del vedovo in «L'oro di
Napoli», diretto da De Sica, una parte piccola, scolpita
con precisione, ironica e tragica che ancora oggi viene
additata come esempio di perfezione nelle accademie d'arte
drammatica e nelle scuole di cinema. Una forza espressiva
eccezionale la dimostrò lavorando accanto a Totò. Nessuno
ha mai chiamato Stoppa spalla. Mai. Anche se in quel «Siamo
uomini o caporali?», del 1955, tra i film più famosi di
Totò, mentre il principe faceva l'uomo lui, Stoppa, era
l'immagine del «caporale». Memorabile e, francamente,
insostituibile nella lunga scena nella quale interpreta il
capo delle comparse Meliconi. «Io so' bono de core»,
esclama a un certo punto l'iroso «caporale», mentre un Totò
mite e silenzioso prova e riprova divise napoleoniche. Ecco
in quell'«io so' bono de core», che con il senso fa
un'affermazione e con il tono dice il contrario, c'è la
stoffa del genio. Un genio, ironico e gentile, che si
chiamava Paolo Stoppa.
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01/05/2008