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Spettacoli

Il primo maggio di vent'anni fa si spegneva l'attore che segnò indelebilmente tante stagioni di teatro, cinema e tv

Paolo Stoppa, il genio discreto
Carattere inconfondibile, la sua recitazione oggi è studiata nelle accademie

Paolo Stoppa, uno dei «mostri sacri» dello spettacolo italiano, si spegneva vent'anni fa. Era nato a Roma, il 6 giugno 1906 e a Roma è morto il primo maggio del 1988. Ha segnato più di una stagione di tutti i settori dello spettacolo: teatro, cinema e televisione.

Partecipò alla cifra impressionante di circa 190 film. Recitò con Vittorio De Sica, regista in «L'oro di Napoli», nel 1954, per il quale Stoppa meritò il Nastro d'Argento come attore non protagonista; partecipò a «Rocco e i suoi fratelli», del '60, diretto da Luchino Visconti e ancora con Visconti a «Il Gattopardo» nel '63. È stato uno dei volti dei western di Sergio Leone in «C'era una volta il West», ma ha anche lasciato il segno in tante commedie cinematografiche, a partire da quelle con Totò. Un contributo fondamentale Stoppa lo diede al nostro teatro, con numerose e memorabili interpretazioni come «L'avaro» di Molière e non mancò di contribuire alla grande stagione degli sceneggiati della nostra tv.

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01/05/2008










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