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L'Italia, ideologicamente, anche nel passato, non è mai ...

L'Italia, ideologicamente, anche nel passato, non è mai stata rossa o nera, senza sfumature tra quei due colori così definiti. Dopo il 1945 nel nostro Paese, anche se sono pochi quelli che lo vogliono considerare, c'è stata un'ampia fascia di lavoratori, studenti, donne di casa, che guardava senza benevolenza alla Repubblica sociale, ma non aveva neanche in simpatia la retorica della Resistenza.

Quelle persone ebbero ben pochi intellettuali, se non nessuno, a rappresentarle e oggi ce ne parla la storica Cristina Baldassini, autrice di «L'ombra di Mussolini - L'Italia moderata e la memoria del fascismo (1945 - 1960)». Fu infatti certamente moderata quell'Italia che guardava al ventennio fascista distinguendo tra gli orrori della guerra e fasi precedenti viste con approvazione. Quel «popolo», che simpatizzò per la Dc di Alcide De Gasperi e avrebbe amato una impossibile destra cattolica e misurata, viene analizzata attraverso le tante pubblicazioni che circolavano all'epoca. C'erano rotocalchi realmente popolari, come «Oggi» o «Gente». Circolavano anche pubblicazioni più a destra, come «Il Borghese» e tra i quotidiani moderati c'era «Il Tempo» fondato e diretto da Renato Angiolillo.
Cristina Baldassini interroga quei giornali come testimoni di un'epoca, che parlano di fiducia nel futuro, ma anche di perplessità nei confronti dei nuovi riti dell'Italia repubblicana e hanno un pizzico, talvolta anche molto di più, di nostalgia nei confronti della monarchia. Un libro che mette in luce un'epoca, un periodo, un fenomeno che, con poca oggettività, molti non hanno neanche voluto considerare.
A. A.

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01/05/2008










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