Eppure, a tutt'oggi, con tanti studi e centinaia di libri
scritti sull'argomento, nessuno sa dire quando il complesso
fu costruito, certamente più di duemila anni prima della
nascita di Cristo, e perché. E anche che cosa significò per
i tanti che, in un passato remoto, si recarono lì. A
morire. Il luogo infatti è costellato di tombe.
Un'antica leggenda inglese narra che il mago Merlino
andò fino in Irlanda per rubare il maestoso monumento, che
lì era stato eretto da un popolo di giganti. Con un
incantesimo lo trasportò, facendo fluttuare nell'aria le
enormi pietre, fino alla piana di Salisbury, dove si trova
oggi, più o meno a un paio d'ore d'auto da Londra.
Ma
le leggende agli storici e agli archeologici non bastano.
Da anni si procurano mal di testa cercando di carpire il
segreto dell'allineamento delle pietre, con il sole, la
luna, le stelle. Allineamenti, certuni, che appaiono chiari
e limpidi, come quello est-ovest; altri, con corpi celesti
lontani ed invisibili, che sono decisamente più
inquietanti. Stonehenge, su questo tutti sono d'accordo, è
il più grande monumento della preistoria, fu luogo dei
misteriosi riti dei druidi ed è stato sempre molto
frequentato, sia nel passato che nel presente. E poi c'è il
mistero di quelle pietre bluastre, di arenaria durissima,
che arrivano dal lontano Galles. Al centro dei vari cerchi,
silenziosa ed enigmatica, la pietra verde: un altere lungo
cinque metri. A cosa servisse, ovviamente, nessuno lo sa,
ma quando le guide, indicandola, pronunciano la parola
«altare», tutti la guardano con atterrita diffidenza.
Oggi al gran mistero di Stonehenge si vuole dare una
svolta: per la prima volta, dagli anni Sessanta, si torna a
scavare nell'antico sito. Le ricerche, iniziate ormai da
qualche giorno e già al vaglio degli studiosi, si stanno
concentrando principalmente sui monoliti scuri che
compongono il «doppio cerchio di pietre blu», il più
interno dei tre. Gli archeologi incaricati dei lavori,
Timothy Darvill e Geoffrey Wainwright, si dicono convinti
che la nuova campagna di scavi porterà risposte alle eterne
questioni sul quando e perché Stonehenge fu eretto. Per
Simon Thurley, capo di «English Heritage», l'ente che cura
il monumento megalitico, quelle pietre, di colore bluastro
perché a base di una roccia basaltica chiamata dolerite,
«sono la chiave per capire lo scopo e il significato di
Stonehenge. A cosa puntano gli scavi, gli ultimi risalgono
a più di quarant'anni fa, appare evidente: oggi le tecniche
per la datazione dei reperti sono diventate decisamente più
raffinate. Qualunque cosa troveranno i due studiosi non
sarà un problema capire di cosa si tratta, a quando risale
e, con un pizzico di fortuna, come, quando e forse anche
perché fu realizzato.
Le ultime teorie scientifiche
ipotizzano che Stonehenge fosse, in un passato remoto, un
tempio dove si recavano persone malate e sofferenti e non
sarebbe stata una «cattedrale nel deserto», ma avrebbe
fatto parte di un ampio complesso religioso, usato per
celebrare riti funebri e circondato da abitazioni.
Riusciranno gli scavi in corso a svelare
definitivamente il mistero che dura da millenni? Speriamo
di no: chiariti alcuni elementi scientifici sarà sempre
bello pensare che tra quei sassi c'è il tocco del mago
Merlino.
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27/04/2008