Oggi anziché
su un ring, ci porta in un carcere dove finisce un
diciassettenne, Jimmy, appunto, che pur uscito da una
famiglia di onesti lavoratori -il padre e il fratello sono
operai in una raffineria di petrolio nel sud della
Sardegna- ha preferito strade più spicce per far soldi,
lasciandoci le penne.
Condannato a tre anni (è
minorenne), mette sempre più in risalto le sue insofferenze
e dopo vari contrasti con gli altri ragazzi arriva a
tentare il suicidio. Per venirgli incontro, anziché
continuare a tenerlo lì, lo inseriscono in una comunità -la
Collina del titolo- dove un prete e dei volontari, uomini e
donne, si danno molto da fare per aiutare gli "ospiti" a
superare i loro traumi. Una volontaria, soprattutto, che
dopo anni di carcere (ha ucciso il padre che abusava di
lei), si è dedicata adesso ad aiutare gli altri. Con molto
impegno. Jimmy sembra seguirla, ma in realtà, ora che non è
più tra le sbarre e senza una vera sorveglianza, medita di
scappare e lo fa alla prima occasione che gli si presenta.
La sollecitudine della volontaria, però, ha fatto una certa
breccia nel suo animo, così quando la sua fuga lo porterà
su una scogliera isolata dove potrebbe anche assecondare le
sue aspirazioni al suicidio, si ferma...
E anche il
film, che ha il pregio di restare aperto, lasciando allo
spettatore di optare per le soluzioni che meglio gli sono
state fatte sentire.
Un altro pregio è il disegno
psicologico di quel personaggio ora violento, ora ribelle,
ora frustrato, costruito con cura in quell'ambiente
carcerario che, specie nella comunità, avrebbe molte
possibilità di venirgli incontro. Tratteggiato con
realismo, rivela dal punto di vista delle immagini, delle
ricerche di linguaggio, tra il visionario e il concreto,
vicine spesso a uno stile.
Egualmente realistici gli
interpreti cui si accompagnano spesso dei non
professionisti scelti in quegli stessi ambienti (oltre, di
scorcio, lo stesso Carlotto autore del romanzo). Il
protagonista è Nicola Adamo, fra rabbia e tenerezza, la
volontaria è Valentina Carnelutti, sempre con gli accenti
giusti anche quando, molto di sfuggita, sembra cedere a una
pausa romantica.
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23/04/2008