È così che la Befana cavalca i cieli del
mondo nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La sua
origine si perde nella notte dei tempi discendendo da
tradizioni magiche precristiane, prima di fondersi con
elementi folcloristici e cristiani. Le sue radici risalgono
alle tradizioni dei popoli celtici, insediati in tutta la
pianura padana e su parte delle Alpi. I Celti celebravano
strani riti (officiati da maghi-sacerdoti chiamati Druidi)
durante i quali grandi fantocci di vimini venivano dati
alle fiamme per onorare divinità misteriose. Divinità non
troppo benigne, se è vero - come riferiscono alcune fonti -
che in epoche antiche all'interno dei fantocci si legavano
vittime sacrificali, animali e, talvolta, prigionieri di
guerra.
La Befana è una figura femminile legata a Madre
Natura e a tradizioni agrarie pagane relative all'inizio
dell'anno. L'aspetto da vecchia rappresenta l'anno
trascorso, pronto per essere bruciato e per poi "rinascere"
come anno nuovo. Un'ipotesi suggestiva è quella che collega
la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio
dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il
termine "strenna") e durante la quale si scambiavano
regali.
Di fatto, il rito pagano delle dodici notti
dopo il Natale (ovvero dopo il solstizio invernale) era
legato a fantastiche figure femminili che volavano sui
campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri.
Finchè la dodicesima notte dopo il Natale (6 gennaio) si
celebrava la morte e la rinascita della Natura. Gli antichi
Romani pensavano che a guidare le dodici donne fosse Diana,
dea lunare della vegetazione; altri, invece, una divinità
misteriosa chiamata Satia (dal latino satiaetas, sazietà) o
Abundia (da abundantia).
Più tardi, la Chiesa condannò
con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di
influenze sataniche. Tali sovrapposizioni diedero origine a
molte personificazioni diverse che sfociarono, nel
Medioevo, nella nostra attuale Befana. Vecchia e brutta
perché rappresenta la Natura ormai spoglia che poi
rinascerà: è l'immagine dell'anno ormai consunto che porta
il nuovo e poi svanisce. Il suo aspetto laido,
rappresentazione di tutte le passate pene, assume una
funzione apotropaica per diventare figura sacrificale,
quindi da bruciare. Prima di perire però, la vecchina
passava a distribuire doni e dolci a tutti, in modo da
piantare i semi per l'anno successivo.
Il termine
Epifania deriva dal greco "Epifaneia" (manifestazione,
illuminazione), che si riferisce al primo manifestarsi di
Gesù Cristo ai Re Magi, dodici giorni dopo la sua nascita.
Nel rito bizantino dei cristiani orientali l'epifania è
rimasta più vicina al suo significato originario, quello
del battesimo di Gesù nel Giordano. Mentre per i cristiani
occidentali, la ricorrenza ricorda ormai soltanto la venuta
dei Re Magi, ossia la presentazione di Gesù ai pagani.
06/01/2008