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Spettacoli

Alessandra Fiori La trama non fa il film. "Liberi di ...

Alessandra Fiori
La trama non fa il film. "Liberi di giocare", la fiction di Raiuno diretta da Francesco Miccichè, ne è l'esempio lampante.
Poche storie sanno essere affascinanti quanto quella di un sogno che si realizza e quella della Free Opera calcio sembra nata per essere raccontata.

È la vera storia della squadra composta dai detenuti del carcere di Milano che, nel 2002, si è aggiudicata il campionato di terza categoria. Alla vicenda sono ispirate le due puntate della fiction, in onda domenica e lunedì sera. Pierfrancesco Favino interpreta un famoso allenatore che, in un momento di crisi personale, sceglie di tornare a casa, a Pesaro, per guidare la squadra del carcere in cui è detenuto il fratello. Isabella Ferrari è il neo direttore dell'istituto in questione. Col progressivo concretizzarsi di quella che sembrava un'impresa impossibile, la fuga dietro alla sfera di cuoio dovrebbe diventare la metafora di una libertà comunque possibile e di una dignità da riconquistare. Tanta fatica per nulla perché, nonostante l'ottimo spunto e le grandi ambizioni narrative, il risultato televisivo è goffo e sgraziato. Nella puntata di domenica, il personaggio interpretato dalla Ferrari, più che il direttore di un carcere è sembrato la sua parodia. Di difficile comprensione le parole del sempre cupo Favino. Poliziotti e detenuti poco più che macchiette, il carcere una gag. Sciatta la regia, scontati i dialoghi, inadatte le musiche.
Un sollievo per Canale 5 che, con "La figlia di Elisa", dopo due sconfitte, con 4.612.000 spettatori si è aggiudicata la serata, lasciando la fiction di Raiuno a 4.415.000. Anche troppi.

20/11/2007










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