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Spettacoli

Festa del CinemaLo «scorbutico» ha firmato la regia di «Into the Wild», storia di un ragazzo che fugge dalla civiltà

Sean Penn

Antonio Angeli
a.angeli@iltempo.it


«I giovani d'oggi? pensano troppo alle comodità, dovrebbero avere più cuore»: pillole di saggezza, un po' sconnesse, da Sean Penn, 47 anni, californiano doc, abitualmente attore, ma con il pallino della regia che ieri ha presentato alla Festa del Cinema «Into The Wild».


La pellicola in due ore e mezza racconta la storia vera di un giovane americano che, tra la fine degli Ottanta e i primi Novanta, dopo la laurea lascia una vita di comodità per diventare un po' barbone un po' trapper, tra metropoli caotiche e infinite distese della natura. Penn ha firmato la regia basandosi sul best seller «Nelle terre estreme» di John Krakauer. Il protagonista è Emile Hirsch (quello di «Lords of Dogtown», del 2005, una bella promessa, già in parte mantenuta, del cinema Usa). Il film è supportato dalla forte colonna sonora di Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, che per l'occasione esordisce come solista.
Penn non ha rinunciato a confermare la sua fama di scorbutico presentandosi con occhiali da sole (mai tolti) e mostrando poca simpatia per i fotografi (subito ricambiato). Si è poi scusato di non essere ben lucido per aver un po' abusato, la sera prima, del vino rosso italiano e, finalmente, ha iniziato a parlare del suo film. «Ci sono infinite cose che mi fanno arrabbiare e che sono per me un combustibile per la mia creatività. Ma la cosa che proprio non sopporto è quando la stupidità assume un valore troppo alto». Il suo film «si lega a due elementi fondamentali. Da una parte c'è la storia di una fuga, ma la parte principale è la ricerca della libertà». Dal regista anche un invito ai giovani: «Negli Usa e in Occidente siamo troppo dipendenti del comfort. Non voglio suscitare strane reazioni nei giovani, farli fuggire e metterli in pericolo, ma credo sia necessario un cambiamento e far battere i loro cuori più velocemente». Tra fare l'attore e fare il regista ormai preferisce quest'ultima cosa: «Come attore scelgo attentamente i film, ma mi sono innamorato della regia».
Visto lo show di Penn poco è rimasto da dire al protagonista Hirsch che, del suo personaggio, spiega: «C'è voluto molto equilibrio per farlo diventare reale, autentico». Nonostante si tratti di una storia vera. Ma comunque la magia, a lui e a Penn, comportamenti plateali a parte, sembra essere riuscita.









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