Il suo primo libro verrà raggiunto venerdì dal
quarto album solista "Ferro e cartone"; poi, il 4 dicembre,
ci sarà un unico concerto a Milano, mentre non sono
previste letture pubbliche dei racconti, perché secondo
Renga «i reading sono cose da tromboni. Ho scritto un libro
per liberarmi dalla gabbia della metrica, della rima e
della durata di una canzone - spiega il vincitore di
Sanremo 2005 con "Angelo" -. Ma anche perché credevo di
nascondermi più facilmente visto che non mostro la faccia e
non uso la mia voce. Invece tutti hanno pensato che stessi
raccontando una toria personale».
Undici racconti e
altrettante canzoni inedite: romanzo e disco sono progetti
paralleli ma collegati da argomenti comuni, che pur non
essendo autobiografici fanno emergere «le mie inquietudini
e il mio caos interiore, che mi fa vivere sempre in bilico
fra la necessità periodica di fuggire e la visione della
famiglia come un rifugio sicuro a cui tornare, anche per
non sfuggire alle mie responsabilità di padre felice».
"Ferro e cartone" è stato registrato a San Francisco
con Corrado Rustici che ha prodotto anche i Negramaro:
«Anche se esco dopo, io sono andato prima di loro a San
Francisco, che non ho trovato molto diversa da Bergano Alta
o dalla mia Brescia. Forse pure i Negramaro avrebbero
dovuto avere più pazienza: il loro è un buon cd, ma si
sente che è stato prodotto in fretta per essere pubblicato
al più presto. Ho chiesto a Rustici di aiutarmi a incidere
un album maturo e lui ha valorizzato la mia voce rispettosa
della tradizione del Bel Canto italiano: nel brano "Preda
dei venti" non rinuncio al fraseggio virtuosistico, ma ho
evitato l'enfasi di alcune mie esecuzioni passate».