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Spettacoli

Travolta vestito da donna in un esilarante musical

di DINA D'ISA DOPO precedenti illustri, come quelli di Jack Lemmon, Dustin Hoffman e Robin Williams, anche uno straordinario John Travolta veste i panni femminili sul grande schermo, assicurando due ore di divertimento assoluto.

E lo fa in un musical di grande creatività sbarcato al cinema: "Hairspray - Grasso è bello" (Usa 2007) di Adam Shankman, con Nikki Blonski, Nadine Ellis, Michelle Pfeiffer, Zac Efron e lo strabiliante Travolta, nel ruolo della grassa Edna, madre della paffutella adolescente Tracy e sposa adorata di uno stralunato Wilbur (Walken). Il musical aveva già cavalcato le scene di Broodway e si era imposto con altre due trasposizioni: la prima, cinematografica del 1988, diretta da John Waters e la seconda, teatrale del 2002, vincitrice di otto Tony Awards. Quest'ultima versione, quella di oggi, pur avendo la fortuna di vantare star eccezionali - oltre a Pfeiffer e Travolta, anche Christopher Walken e Queen Latifah - non propone una regia altrettanto accurata, considerando che Shankman resta comunque un eccellente coreografo nel rievocare con passione le atmosfere americane degli anni Sessanta. Tracy (Blonsky) è una ragazza grassoccia che ama la danza in modo spasmodico ed è innamorata perdutamente di Link (Efron), giovane sbandatello, soprattutto in amore. Tracy dovrà così scontrarsi con una sua fiamma, Amber, nel programma televisivo di ballo più famoso di Baltimora, il Corny Collin's Show, per conquistare il titolo di Miss Teenager Hairspray. Contro qualsiasi previsione, Tracy vincerà, diventando una delle maggiori attrazioni del programma. Causando invidie e frustrazioni nella reginetta in carica, Amber (Brittany Snow), come nella sua fredda madre, Velma (Pfeiffer), direttrice del canale televisivo su cui va in onda lo show. E ad adorare la nuova star non sarà solo il pubblico, ma persino l'irraggiungibile Link. Il film di Shankman (produttore tra l'altro di "Premonition" con Sandra Bullock) mostra quindi solo un piccolo neo, soffermandosi troppo sulle coreografie e meno sulle scene. Ma nel complesso la pellicola è davvero avvincente, grazie - oltre che al cast - anche alla storia della deliziosa ragazzina cicciotella che, in un mondo di micidiali superbionde, di mamme apprensive o extralarge, offre una piccola ma incisiva lezione sull'integrazione razziale. d.disa@iltempo.it









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