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La seconda vita di Spelacchio

La seconda vita di Spelacchio

Roma, 19 apr. - (AdnKronos) - Spelacchio non ci ha lasciati e la sua seconda vita inizia dalla Val di Fiemme, in Trentino. L’abete rosso, collocato lo scorso dicembre in Piazza Venezia a Roma durante le festività natalizie e diventato una star del web e dei media, è infatti tornato nella sua terra dove, presso la segheria della Magnifica Comunità di Fiemme, sono iniziati ufficialmente i lavori per la realizzazione della “Baby little Home”, casetta in legno che sarà poi donata alla Capitale e che consentirà alle mamme di accudire i propri bambini in sicurezza e privacy.

I lavori per la realizzazione della casetta hanno preso il via con la fase di scortecciatura e preparazione della segagione in tavole. Il legno verrà quindi essiccato e poi trasferito alla Essepi srl di Cavedine (Tn), l’azienda che, a partire dal legno lavorato in Val di Fiemme, realizzerà i pannelli finali della Baby little Home.

La Magnifica Comunità di Fiemme rappresenta uno dei migliori esempi di green economy in Italia: nata nel XII secolo è da sempre vissuta in simbiosi con il proprio ambiente, prima di tutto con le foreste, gestendole in modo sostenibile e ricevendone in cambio una risorsa potenzialmente illimitata: il legno.

La Magnifica Comunità di Fiemme possiede una propria segheria con impianto di produzione di semilavorati ed è la prima segheria in italia per quantità di legno lavorato. Grazie al lavoro svolto insieme al Pefc, la Magnifica ha ottenuto la certificazione della gestione delle proprie foreste e della segheria, riconosciuta come una delle 1.005 realtà che in Italia vantano il marchio di certificazione di Catena di Custodia Pefc.

La Catena di Custodia è un sistema di tracciabilità a livello aziendale, utilizzato per tutte le fasi di lavorazione e distribuzione di legno e carta, che attesta che il sistema di registrazione del flusso della materia prima applicato dall’impresa soddisfa i requisiti stabiliti dallo schema di certificazione ed esige che la materia prima forestale non provenga da fonti controverse (come ad esempio abbattimento illegale o in aree protette) possa entrare nella catena dei prodotti certificati.

La certificazione di ‘Catena di Custodia’ delle aziende rappresenta non soltanto un impegno etico nei confronti dell’ambiente, ma anche uno strumento di marketing, di differenziazione rispetto ai concorrenti e di comunicazione positiva verso il consumatore. Alla base della Catena di Custodia c’è la certificazione della corretta gestione di boschi e foreste.

Sul territorio italiano ad oggi sono 745.559,04 gli ettari gestiti in maniera sostenibile attestati dalla certificazione Pefc. In particolare, in Trentino sono certificati secondo gli standard Pefc 278.566,72 ettari, cioè il 71,3% dei boschi provinciali (la 2° percentuale più alta d’Italia, dopo quella dell’Alto Adige, che ha il 90%), dei quali: 258.566,72 ettari gestiti dal Consorzio dei Comuni Trentini (che comprende 320 proprietari forestali e 377 foreste certificate) e 20.000 ettari gestiti dalla Magnifica Comunità di Fiemme (di cui 11 mila ad abete rosso, su 10 comuni trentini e 1, Trodena, in provincia di Bolzano)

La gestione sostenibile di una foresta, spiega Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia, "non è solo un atto di responsabilità verso le generazioni future, ma è anche un vero e proprio strumento a disposizione di chi fa di quelle risorse il motore della propria economia.

In un mondo governato dalla plastica, il legno continua ad essere un materiale dalle qualità straordinarie in termini di versatilità ed ecocompatibilità. Prendersi cura del territorio tramite la certificazione Pefc può diventare volano di sviluppo per le comunità locali, che possono affacciarsi anche sul mercato internazionale forti e orgogliose della sostenibilità e della tracciabilità della loro filiera”.

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