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Tiangong 1, stazione spaziale cinese, impatto nel Pacifico e detriti nell'oceano

Alle 2.16 il contatto con l'atmosfera terrestre

Tiangong 1, stazione spaziale cinese, impatto nel Pacifico e detriti nell'oceano

Ha lasciato tutti con il fiato sospeso, per poi spegnersi nell'oceano Pacifico senza fare danni. La stazione spaziale cinese Tiangong-1, ormai fuori controllo dal 2016, come previsto, ma con un certo anticipo, la notte tra domenica 1 e lunedì 2 aprile si è totalmente disintegrata nell'impatto con l'atmosfera terrestre, intorno alle 2.16 (ora italiana), e dopo circa quaranta minuti i frammenti del satellite sono caduti nelle acque del Pacifico del Sud. A renderlo noto l'Asi (Agenzia spaziale italiana), che ha monitorato i movimenti del satellite da quando si presumeva che i frammenti incendiati dovessero cadere sul territorio italiano.

Tiangong-1 è tornato sulla Terra prima del previsto, cambiando rotta. Di fatto il CMSEO (China Manned Space Agency) aveva calcolato che l'impatto sarebbe avvenuto nell'Atlantico meridionale, al largo della città brasiliana di San Paolo, in Brasile. Prima di tornare a terra, la sonda ha sorvolato la Corea del Nord e Giappone e benché da Pechino si parlava di uno spettacolo "splendido", simile a una pioggia di meteoriti, è stato praticamente impossibile vedere quanto stava accadendo a occhio nudo.

Il laboratorio spaziale è stato messo in orbita a settembre del 2011 ed ha smesso di funzionare a marzo 2016 e secondo l'Agenzia spaziale europea (ESA), gli ingegneri cinesi non erano più in grado di azionare i motori, che avrebbero controllato la caduta della macchina. Tiangong-1 era lunga due metri e pesa 7,5 tonnellate, si trattava della prima stazione del Paese, soprannominata "Palazzo Celeste" e avrebbe dovuto concludere il suo lavoro nel 2013. La Cina ha investito miliardi di euro nella conquista spaziale per cercare di raggiungere l'Europa e gli Stati Uniti. Pechino mira a inviare un veicolo spaziale attorno a Marte entro il 2020, prima di dispiegare un veicolo senza pilota sul pianeta rosso. Il gigante asiatico vuole anche schierare una stazione spaziale abitata entro il 2022, quando la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha smesso di funzionare. Un altro laboratorio, Tiangong-2, è stato lanciato a questo scopo nel settembre 2016. La Cina sogna anche di mandare un uomo sulla luna.

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