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il triste primato italiano

A Roma il convegno per sconfiggere l'obesità infantile

All’Hotel dei Congressi dell’Eur con il prof. Carlos Gonzales: "Operatori sanitari e genitori disinformati"

A Roma il convegno per sconfiggere l'obesità infantile

Mentre un nuovo documento divulgato in questi giorni dall’OMS Europa riporta i dati aggiornati sulle strategie da attuare per ridurre l’obesità infantile nei Paesi Ue, a Roma la comunità scientifica si riunisce per parlare di alimentazione e obesità infantile nell’ambito della conferenza “Accogliere la crescita – sfide quotidiane per sostenere la diade” .

Un simposio di esperti che lavorano nel campo della maternità, riuniti all’Hotel dei Congressi dell’Eur, che hanno spiegato ad una folta platea di operatori sanitari e di mamme e bebè, come intervenire per prevenire e combattere il dilagante problema dell’obesità infantile. Tra questi Carlos Gonzalez, autore di numerosi best seller tradotti in tutto il mondo, che tra pillole di informazioni e dati scientifici ha messo in luce il triste primato dell’Italia, in testa, insieme alla Spagna, tra i paesi in cui l’obesità ha un’altissima incidenza tra i bambini. Dati che a leggerli fanno accapponare la pelle. L’Italia è in testa alla classifica con un tasso di obesità infantile pari al 21% per i maschi e al 38% per le femmine. Quasi a pari merito con Cipro.

Percentuali in aumento
Secondo uno studio condotto su dall'Imperial College di Londra e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la percentuale di bambini e adolescenti obesi è aumentata di quasi 3 volte nel 2016 rispetto al 1975 e le diete non salutari sono responsabili di 1 decesso su 5 a livello mondial.

“Questo triste primato che è in continua crescita - spiega Gonzalez - non dipende solo da fattori socio culturali ma dipende spesso dalla disinformazione degli operatori sanitari e dei genitori oltre che dall’aggressività di alcune pubblicità che fanno sembrare i cibi commerciali come salutari e indispensabili per la vita del bambino. E uno dei problemi maggiori è che i genitori, spesso, non si rendono conto della condizione in cui si trovano i figli, forse perché le abitudini alimentari degli stessi genitori sono errate”.

Le aree di intervento e i rimedi contro l'obesità infantile
Una delle strategie che Gonzalez ha esposto durante la conferenza è quella di intervenire sull’alimentazione di tutta la famiglia e della società in generale. Condurre un’alimentazione perfetta per il bambino nel suo primo anno e poi lasciare che mangi ogni cosa. Questo è nocivo. La regola del mangiare bene deve valere per tutta la vita dell’individuo perché non esiste un’alimentazione perfetta. Esiste solo un’alimentazione sana che è quella delle nostre nonne”.

Alimentazione salutare vuol dire non seguire le mode
L’accento, durante il simposio è stato posto sull’alimentazione salutare, sull’allattamento al seno e sull’introduzione dell’alimentazione complementare per il neonato.

Temi spesso controversi che mettono in contrasto gli stessi operatori della salute
La regola base – hanno spiegato i vari relatori – è cercare di non seguire le mode. Magiare un determinato tipo di sale o abusare di zucchero biologico sarà ugualmente nocivo per il bambino e anche per l’adulto.

Curve di Crescita e percentili. Come interpretare?
Quale mamma non è stata inseguita dallo spettro delle curve di crescita o dai percentili? Ma quanta confusione c'è ancora su questo tema. “Le curve e le grafiche di crescita emanate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità bambino dovrebbero servire come indicazione di massima. Invece la maggior parte delle volte se ne fa un utilizzo scorretto. Si tratta di tabelle ideate per la popolazione globale ma che spesso vengono utilizzate in riferimento al singolo bambino. E ciò non è propriamente adeguato – chiarisce Gonzalez. Tutti i percentili devono essere considerati normali, a partire dal primo, fino all’ultimo. È il medico, con la sua esperienza che deve essere in grado di riconoscere un bimbo sano da un bimbo malato. Se non ci sono patologia e il bambino si colloca in un percentile basso, questo non deve preoccupare la madre”.

La mamma soggetto attivo nella nascita del bambino
Martina Carabetta, organizzatrice e relatrice del convegno: “Abbiamo deciso di aprire le porte della conferenza a tutti gli operatori interessati al campo materno-infantile ma soprattutto alle mamma. Perché quando parliamo di nascita, la mamma non deve essere vista come un soggetto passivo. La mamma è soggetto attivo e deve tornare ad essere considerato come tale”.

Altri temi affrontati
Durante il simposio si  è parlato inoltre di sessualità con l’ostetrica Irene Bisignano, di correlazione tra allattamento al seno e deglutizione con la logopedista Chiara Piscitelli e del l’importante ruolo delle consulenti in allattamento con la psicologa Antonella Sagone.

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