La ricerca del Censis

Mangiamo meno carne, una bistecca a settimana

Sig. Val.

In Italia consumi in calo e meno bovini nelle stalle

Sarà perché ci hanno ripetuto all'infinito che mangiarne troppa fa male, sarà perché le diete o le "mode" dicono che "non sta bene", fatto sta che il consumo di carne, in Italia, continua a diminuire. Secondo il 51esimo rapporto del Censis sulle abitudini, in questo caso alimentari, degli italiani, il consumo pro-capite non supera una bistecca a settimana. A sostegno del dato, la ricerca spiega che "Sul finire degli anni ’60 le stalle italiane ospitavano 10 milioni di bovini, oggi sono meno di 6 milioni". La riduzione dei capi da carne ha assunto un rilievo particolare dopo il picco di consumi registrato nei primi anni ’90 (circa 27 kg pro-capite/anno di consumo apparente, ossia comprensivo degli scarti della carcassa, e 15 di consumo reale). Oggi siamo ai livelli di 19,2 kg pro-capite di consumo apparente (11 kg di consumo reale). Eppure, i salutisti non ce ne vorranno, è lo stesso Censis a sottolineare come l'attuale quantità media consumata dagli italiani sia di gran lunga inferiore alla quantità massima raccomandata da chi si occupa del corretto equilibrio alimentare. La fase di allevamento ancora oggi vale circa 2,9 miliardi di euro di valore della produzione (corrispondente al 5,9% del valore generato nel settore agricolo), con circa 80.000 addetti impegnati. Ancora maggior rilievo è attribuibile alla fase industriale a valle della filiera dell’allevamento: circa 5,9 miliardi di euro di fatturato, corrispondente al 4,2% dell’industria alimentare italiana. Numeri che non riescono comunque a soddisfare la richiesta del mercato interno, tanto che il Paese è costretto ad importare il 45 % della carne, restando vulnerabile alle variazioni di prezzo dei mercati esteri.

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