Era impossibile sperare che le Olimpiadi potessero rimanere negli anni quell'evento prevalentemente sportivo che il barone Pierre de Coubertin aveva ideato e promosso. Onestamente è quasi un miracolo che se ne siano disputate ben 25 edizioni e che ci siano voluti due conflitti mondiali di proporzioni planetarie per annullarne tre.
Due massicci boicottaggi hanno duramente penalizzato i Giochi di Mosca del 1980 e quelli di Los Angeles del 1984 ma anche altre edizioni dei Giochi (in particolare quelli di Montreal del 1976) non hanno potuto avere un completo campo di partecipazione .
Il caso del Sud Africa, le due Germanie, le inevitabili interferenze e strumentalizzazioni politiche hanno tormentato il panorama olimpico con preoccupante continuità.
La stessa scelta delle varie sedi è stata al centro di intrighi ed imbrogli internazionali di vaste proporzioni. Quando nel 1931 il Comitato Olimpico Internazionale assegnò di Giochi del 1936 a Berlino, nessuno poteva immaginare quale sarebbe stata la situazione della Germania di Hitler cinque anni dopo.
Ugualmente c'è da chiedersi se i dirigenti del CIO che sette anni fa hanno votato a favore di Pechino farebbero ancora la stessa scelta.
Vale la pena ricordare le vicende che hanno sottratto ad Atene le Olimpiadi del Centenario, togliendo di fatto a Roma quelle del 2004 perché il CIO, dopo aver ceduto ai dollari della Coca Cola i Giochi di Atlanta, ha dovuto risarcire i greci alle prima occasione utile. Tutto questo senza ricordare le sottili battaglie che hanno caratterizzato il duello tra Londra e Parigi per l'assegnazione dei Giochi del 2012 ma soprattutto gli scandali di vario genere che hanno avuto per protagonisti, negli anni scorsi, alcuni importanti dirigenti del movimento olimpico internazionale.
La sparatoria della polizia messicana alla vigilia dei Giochi di Città del Messico del 1968, la spettacolare protesta di due atleti americani durante la premiazione dei 200 metri, l'irruzione del terroristi palestinesi nel Villaggio Olimpico di Monaco nel 1972, l'esplosione di una bomba ad Atlanta nel 1996 sono alcuni degli attentati che lo sport olimpico ha dovuto subire.
Senza contare quelli a cui lo sport olimpico è continuamente sottoposto per difendersi dal doping, il nemico che ha tolto credibilità alle prestazioni atletiche e certezza ai risultati del campo.
D'altra parte lo sport, acquisendo importanza e visibilità,non poteva rimanere estraneo all'evoluzione, non sempre positiva della nostra società.
Andiamo a Pechino con molta curiosità ed altrettanta preoccupazione sperando che lo sport ce la faccia a vincere questa difficile sfida.
Rino Tommasi