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08/05/2010, 05:30

Notizie - Roma

Corviale città giardino
Demolire costa 20 milioni

Progetto: Duecento palazzine, aree verdi, scuole e negozi Idea del 1997. Quartiere tradizionale al posto del mostro

Il serpentone, simbole del quartiere Corviale Al posto del Serpentone di cemento, una città giardino. Un quartiere nuovo di zecca che si estende su quaranta ettari, con duecento palazzine alte massimo cinque piani divise in corti in grado di accogliere fino a duemila famiglie. E poi piazze, giardini, scuole, negozi, supermercato uffici, una chiesa, parcheggi, palazzetto dello sport e tram locale. Il mostro di cemento lungo un chilometro verrebbe abbattuto per lasciare spazio a quello che l'architetto Cristiano Rosponi, la mente del progetto, definisce un quartiere tradizionale, diviso in quattro «comunità urbane» delle stesse dimensioni dei rioni del centro storico. Un intervento che cancellerebbe definitivamente l'azzardo modernista di Fiorentino con le case popolari stipate in un alveare umano.

 Il progetto del nuovo Corviale risale al 1997. Rosponi, presidente dell'Agenzia per la città, lo consegnò al consigliere regionale Fabio Rampelli (oggi deputato Pdl) il quale lo presentò all'allora candidato sindaco Pierluigi Borghini e a Teodoro Buontempo. Non a caso è stato proprio Buontempo, non appena nominato assessore regionale alla Casa, a rilanciare l'ipotesi demolizione-ricostruzione (ieri è andato oltre proponendo l'abbattimento anche del Residence Bastogi a Montespaccato). Per evitare che gli abitanti vengano trasferiti in altre zone della città, la realizzazione del nuovo quartiere avverrebbe per fasi.

«All'inizio si costruirebbero le nuove case sulle aree già libere - spiega Rosponi - poi, trasferiti i residenti, si demolirebbe la prima parte del Serpentone. Stesso procedimento per gli altri lotti». Gli altri edifici presenti nell'area non verrebbero abbattuti ma integrati nel nuovo quartiere. Le nuove corti e palazzine saranno tutte diverse l'una dall'altra. Avranno tre, quattro, al massimo cinque piani. Negli edifici più alti, il piano terra ospiterà i negozi. Il primo piano gli uffici. Ci saranno anche monolocali (ancillary units) per giovani coppie o single. Al confine settentrionale del quartiere, sul lato opposto alla Portuense, verrebbe realizzato un grande parco pubblico (circa 20 ettari). L'architetto Rosponi, seppur con la dovuta approssimazione, indica anche i costi dell'intervento. La demolizione dei 700 mila metri cubi del Serpentone si aggirerebbe sui 20 milioni. Mentre la realizzazione dei nuovi appartamenti verrebbe a costare circa 90 milioni. Questo se si considera solo il patrimonio pubblico, ovvero 1.200 alloggi. Il progetto, infatti, contempla la possibilità di ricorrere alla legge regionale sul Piano Casa per il recupero delle periferie che permette di realizzare il 40% di aumento di cubatura sulla base della superficie esistente demolita. Così, alla fine, gli appartamenti potranno essere molti di più: circa duemila.

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Dario Martini

08/05/2010

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