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Notizie - Roma

Dopo il piano casa

Periferie, serve un lifting al Prg

Il sindaco: "Premi di cubatura fino al 50 per cento, via libera al progetto di Piano all'Eur". Il presidente Uir sui vincoli: "Serve un Piano regolatore delle certezze".

Un Cantiere «Una volta varato il piano casa si dovrà modificare il Prg in modo strategico per basarlo sullo sviluppo delle periferie e sul riutilizzo delle aree demaniali». Così, Alemanno, a 24 ore dall'«ok» della Giunta allo schema di delibera che prevede la riduzione massima consentita (al 30%) degli oneri accessori di urbanizzazione in caso di demolizione e ricostruzione, rilancia sull'urbanistica. Il primo cittadino si è detto infatti favorevole all'innalzamento al 50 per cento del premio di cubatura, una mossa «necessaria per migliorare la redditività delle imprese. C'è sicuramente un motivo - ha spiegato - se non sono mai state fatte demolizioni e ricostruzioni». Il premio, ricordiamo, è attualmente del 35 per cento, così come deciso dalla Regione.

La risposta del sindaco è arrivata ieri, durante il convegno «Urbs», alla fine del discorso del rappresentante degli edili romani Eugenio Batelli che ha chiesto per l'ennesima volta l'innalzamento del premio come "conditio sine qua non" per ragionare seriamente di recupero urbanistico almeno «su specifici interventi». «Un'occasione fino ad ora mancata - ha aggiunto il persidente della Comissione urbanistica in Campidoglio Marco Di Cosimo - per riqualificare parti importanti della nostra città». «Ma a condizione che si tratti di interventi eccezionali», ha messo i puntini sulle "i" l'assessore capitolino all'Urbanistica Marco Corsini. Alemanno è poi tornato a parlare dell'agro romano. Per salvaguardare il territorio «è necessaria una legge obiettivo. Così come ne esiste una per le grandi infrastrutture del territorio, abbiamo bisogno di tempi certi e di procedure accelerate per trasformazioni che non possono soffrire a causa della burocrazia».

Ed è proprio sui tempi certi che è giunta la risposta del presidente degli industriali romani. Aurelio Regina, da Palazzo Valentini, dove presentava la nuova indagine congiunturale della Uir sull'economia locale, ha bocciato i vincoli al Piano regolatore generale del ministero dei Beni culturali: «Le imprese - ha detto - devono poter pianificare a medio e lungo termine. Mentre oggi uno dei principali limiti all'insediamento e all'investimento è la mancanza di regole certe». E sempre in campo urbanistico, Regina ha auspicato che «il futuro sviluppo della Capitale possa avvenire anche in senso verticale». Un dibattito su cui ieri si è soffermato anche il sindaco ufficializzando il via libera al proseguo dei lavori delle Torri dell'Eur, il progetto di Renzo Piano per Fintecna che affiancherà la nuvola di Fuksas.

Per il primo cittadino la verticalità «è uno di quei tabù ideoligici che Roma non può più permettersi. Soprattutto quando pensiamo alle periferie, smettiamo di pensarle come come qualcosa di statico». Un tabù ideologico dettato in passato dai «no» della sinistra verde in Campidoglio, ostile, anche in un quartiere come l'Eur, alla realizzazione di "grattaceli". Tra virgolette, s'intende, tanto che quel palazzo, alla fine, sarà di soli 10 piani. Tabù, come quello di cui parla l'ex titolare dell'urbanistica Morassut criticando lo stop imposto negli ultimi due anni da Alemanno a Renzo Piano «per imporgli un po' di travertino considerato più fascistico del cristallo». Ma ora, per Alemanno, è tutto a posto: «Abbiamo sbloccato tutto e adesso sta agli imprenditori procedere». Il dibattito sull'urbanistica, al chiodo da un anno e mezzo, riprende vigore su diversi fronti. Il sindaco ha dato comunque appuntamento a tutti «a gennaio e a maggio, in occasione degli stati generali».

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Matteo Vincenzoni

11/12/2009

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