Claudio Minelli, ex assessore delle Giunte Rutelli e Veltroni, non usa mezzi termini. Il dado è tratto: ha deciso di passare con Alleanza per l'Italia, il movimento creato da Francesco Rutelli. Le ragioni sono molteplici e hanno radici profonde: «Sono passato dal sindacato alla politica con Francesco Rutelli in un momento in cui si trattava di ricostruire fiducia nei partiti e nelle istituzioni. Fu un momento magico per Roma che ritrovò l'orgoglio di essere la Capitale del Paese non solo perché scritto sui libri ma per le capacità e per il lavoro dei romani». Adesso si apre un'altra pagina: «Vado di nuovo con Rutelli in questa esperienza politica nuova che nasce con gli stessi intenti di allora: contribuire a modernizzare il nostro Paese guardando al futuro con fiducia e ristabilendo un clima sereno nella politica, nelle e fra le istituzioni fondamentali, nell'economia». Minelli pensa al futuro: «Il nuovo movimento avrà un compito importante, non avrà bisogno di alzare la voce per trovare uno spazio politico, dovrà invece produrre idee e ricercare lungo la strada i tanti che si sono persi perché la politica è tornata spesso a parlare a se stessa e non alla gente e ai suoi bisogni». Nessun contrasto col Pd: «Un partito non può rappresentare tutto l'universo di un polo progressista che vuol tornare a governare il Paese: c'è sicuramente bisogno del Pd di Bersani ben strutturato e più nitido nelle proposte ma c'è altrettanto bisogno di un nuovo soggetto politico, capace di attrarre quel popolo moderato ma riformista, liberale e democratico che oggi non sa posizionarsi al momento del voto». Infine l'impegno personale: «Intendo occuparmi soprattutto di innovazione urbana, tema a cui mi sono sempre dedicato». Red. Cro.
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11/12/2009