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Notizie - Roma

10/02/2012, 05:30

Gli aiuti Lettera del Vicariato per gestire l'emergenza. I preti mettono a disposizioni posti letto, palestre e stanze inutilizzate

La Chiesa apre le porte ai senzatetto: «Dobbiamo accogliere tutti»

Odilia Anaclerio Uno e zero gradi.

Queste le temperature minime previste per il week-end nella capitale. Le massime oscillano da cinque a due gradi. Freddo dunque, e neve, pare, di nuovo si abbatteranno per le strade di Roma che ancora porta i segni del gelo dei giorni scorsi. C'è ancora del ghiaccio agli angoli delle strade, sui marciapiedi dove di solito si sistemano i clochard per la notte. Molte le strutture di accoglienza, i volontari, gli operatori, religiosi e laici che si muovono, di sera soprattutto per portare queste persone al caldo. Stazioni metro e ferroviarie aperte per dar loro riparo. Spesso non basta. E le chiese? Con le loro parrocchie, i corridoi, le stanze dell'oratorio, perché non aprono le porte a chi ha bisogno di un posto caldo e asciutto in questi giorni di freddo siberiano? A rispondere alcuni parroci di parrocchie di diversi quartieri di Roma. «E che te sei fatto prete a fa se poi non aiuti chi ha bisogno?». Così ci risponde sorridendo Padre Gianfranco della Parrocchia Gesù Bambino a Sacco Pastore che aggiunge che lo scorso 6 febbraio il Vicariato romano ha inviato una mail a tutte le parrocchie romane con la richiesta di accogliere chi ne avesse bisogno, disposizione questa legata alla difficile situazione meteorologica. Non tutte le chiese sono però attrezzate ma Don Gianfranco ci spiega che non importa, si trova lo spazio, il modo. Ci si adatta. Così anche Don Stefano, in periferia, a Prima Porta, nella sua parrocchia, nella stanza adibita agli spogliatoi dei campi sportivi, inutilizzata, ospita un senza tetto per due mesi l'anno. La parrocchia d'Ognisanti, centro accoglienza Don Orione, ospita solo le donne ed ha venti posti letto. In questo periodo però fa troppo freddo e dunque l'ingresso è anticipato alle 16.00 e il pernottamento dura sino alle 9.00. «Non si dice mai no all'accoglienza, chiunque arriva al cancello si accoglie quindi anche mettendo dei posti di emergenza». A dirlo Roberta Molina, responsabile dell'area Ascolto e accoglienza della Caritas, che ricorda che i clochard nella Capitale sono circa settemila. «È difficile credere che nonostante si mettano in campo tante forze - spiega ancora - non ci sia il rischio che qualcuno muoia. Roma è una città immensa, una città che vede angoli di strada impensabili. E'importantissimo pertanto segnalare la loro presenza chiamando lo 06- 4457235».

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10/02/2012










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