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05/09/2010, 05:30

Notizie - Roma

Siamo sicuri che lo scontro politico tra centrodestra e centrosinistra sia sull'integrazione dei nomadi? Ma soprattutto, prima di scendere in piazza, qualcuno ha parlato davvero con i rom? Sono le prime domande che vengono spontanee assistendo al teatrino

Si è partiti con il numero dei partecipanti alla manifestazione indetta contro gli sgomberi e contro le espulsioni dei nomadi, trasformata invece in un simil convegno del «vecchio» centrosinistra con qualche decina di persone.

Si gonfia di orgoglio il centrodestra che spara a zero sul «flop», preso come una dimostrazione di consenso dei romani all'operato del Campidoglio. In verità, i romani, tranne quelli che si ritrovano un campo rom sotto casa, non hanno mai prestato troppa attenzione al problema. Così come i nomadi stessi che, pur apprezzando il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie degli insediamenti, continuano a fare, o meglio a essere, nomadi. Il centrosinistra, che per 15 anni ha governato Roma, ha proposto un modello di integrazione non solo sconosciuto ai più ma fallito con la comparsa di migliaia di persone accampate praticamente ovunque in nome dell'accoglienza. Alemanno ha preso un'altra strada. Garantire innanzitutto condizioni di vita accettabili e responsabilizzare i nomadi facendogli costruire le loro nuove «case». Da entrambe le parti sembra si sia agito su un modello di convivenza. L'integrazione, invece sembra ancora, e sempre, ferma allo scontro (e mai confronto) politico.

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05/09/2010










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