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04/09/2010, 05:30

Notizie - Roma

Con la scusa della crisi
a ruba anche i computer

I "manolesta" sono insospettabili uomini di mezza età. Prima rubavano principalmente apparecchi informatici molto costosi. Oggi sono i generi alimentari o di ortofrutta quelli più gettonati.

Furti al supermercato Uomo, ben vestito, sui 45 anni. È questo l'identikit del ladro medio. Come fece Lombroso si potrebbe definire la fisiognomica del «topo da supermercato» basandosi sulle testimonianze di chi, quotidianamente, lavora nelle grandi catene di supermercati. Come Orazio Passante, responsabile della sicurezza per il marchio Ipercoop.


La sua esperienza le permette di capire l'evoluzione del fenomeno. Nell'ultimo anno di quanto sono aumentati i furti all'interno dei vostri punti vendita? «In base ai dati che emergono dall'ultimo inventario di luglio, relativo a tutte le tipologie di merci, nel primo semestre del 2010 i furti sono aumentati del 15 per cento rispetto allo scorso anno».


Quali sono i prodotti che vengono presi di mira? «Prima rubavano principalmente apparecchi informatici molto costosi. Oggi sono i generi alimentari o di ortofrutta quelli più gettonati. C'è persino chi spacchetta la carne, la ripiega in sacchetti di plastica e la nasconde nella giacca».


Sintomo della crisi? «Può essere, ma c'è anche chi con la scusa delle ristrettezze economiche esagera e insieme al prosciutto si porta via anche il computer da mille euro».
 

Sono cambiati anche i ladri quindi... «Certamente. Se una volta c'era il ragazzino che rubava le caramelle o il trentenne che faceva furti organizzati, oggi c'è il pensionato che ruba la pasta per la dentiera, la casalinga che si intasca una forma di grana o la signora impellicciata che riempie la borsa di trucchi e profumi».
 

Come vi comportate con il ladro colto in flagrante? «Dipende dal soggetto. Quando ci si trova di fronte un anziano o una signora cerchiamo di essere comprensivi e invitiamo il cliente a pagare la merce o a restituire la refurtiva. Diverso è il comportamento con le bande organizzate o con soggetti meno accomodanti. In quel caso si avvertono immediatamente le forze dell'ordine».
 

 Ci sono punti vendita più a rischio oppure il fenomeno dei furti si diffonde a macchia d'olio in tutta la città? «Sicuramente gli ipermercati più a rischio sono quelli che si trovano in quartieri popolari dove ci sono le situazioni più disperate o con un elevato tasso di immigrati. Ma ormai si ruba anche nel minimarket esclusivo in centro, solo per il gusto di trasgredire».

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Alessio Liverziani

04/09/2010

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