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21/08/2010, 05:30

Notizie - Roma

Sabatino Mele È stata la gelosia a far scattare la furia omicida di Patrizio Galli, il 62enne, che ha sparato quattro proiettili con una pistola calibro 44 Magnum contro la moglie Catia Carbini di 47 anni, uccidendola sul colpo.

Poi ha esploso l'ultimo proiettile per suicidarsi.

I due figli piccoli dormivano al piano superiore della villetta in Via Terni 4/a nel quartiere Nuova Florida di Ardea. L'ennesima lite tra le mura domestiche. I due avevano capito da tempo che quel matrimonio era arrivato al capolinea tanto che pare avessero anche deciso di separarsi. Una decisione che era condivisa ma che aveva dato vita a una serie di forti discussioni. I vicini e i conoscenti li definivano «una famiglia modello». Cinque i figli nati dal matrimonio celebrato 25 anni fa a Roma: tre femmine e due maschi. Le prime due gemelle di 25 anni, la terza una ragazza di 22 anni e i due fratelli di 17 e 15 anni. Patrizio Galli era un tecnico informatico, con un diploma di geometra e l'esperienza di una vita in aziende private e in istituzioni statali. La moglie, Catia Carbini, una casalinga, una bella donna, alta, con i capelli castano chiari, e un approccio sempre molto gioviale con gli altri. Nessuno immaginava che una famiglia così bella, potesse concludere la sua storia con questo tremendo epilogo. L'uomo aveva regolarmente denunciato la pistola semiautomatica, così come altre armi che custodiva in casa. Gli spari sono stati sentiti dai vicini che hanno dato l'allarme. In un attimo sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Anzio, guidati dal tenente Palombo, e della stazione di Ardea, coordinati dal luogotenente Landi. A coordinare le indagine il pm di Velletri, Giovanni Taglialatela. Il medico legale, Vincenzo Liviero, ha già eseguito un primo esame sui corpi dei due coniugi. Il marito ha sparato alla moglie sul pianerottolo d'ingresso della casa che si raggiunge attraverso un vialetto laterale su cui si affaccia anche un'altra villetta. I due figli maschi stavano dormendo nella loro stanzetta al piano di sopra. Al rumore degli spari il più grande dei due è sceso al piano terra e ha visto i genitori distesi per terra senza vita. Patrizio non è morto subito. Ma nelle braccia del medico che ha cercato di salvargli la vita. I vicini hanno raccontato che poco prima dell'omicidio, Patrizio era andato al bar accanto a casa. Poi, alle alle 12,50 ha salutato amici e conoscenti: «Vado a casa, ci vediamo più tardi. Devo a sbrigare una faccenda urgente con mia moglie».

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21/08/2010










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