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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

24/07/2010, 05:30
Torrino, colpo da 130 mila euro al Banco di Sardegna. L’impiegato ferito al polpaccio. Aggredito il vigilante. Uno dei balordi era convinto che avesse bloccato le porte.
Una rapina finita nel sangue, con un colpo di pistola che trapassa il polpaccio del cassiere, ferito da uno dei quattro balordi italiani a volto coperto. È successo tutto ieri, in tarda mattinata, all’agenzia del Banco di Sardegna al Torrino, in via Stoccolma. La razzia è durata poco e ha fruttato molto: 130 mila euro. Le cose sono sfuggite di mano quando i balordi hanno imboccato l’uscita e il tornello non girava più. Il quartetto arriva su due scooter. Sono le 13,30 circa. Hanno bandane sul volto, in testa cappelletti con visiera e guanti alle mani. Si avventano sul vigilante che è fuori. Lo colpiscono alla nuca, gli sfilano la pistola e il corpetto antiproiettili. Poi lo tirano su e, puntandogli alla schiena la canna di un'arma a tamburo, lo costringono a entrare nell'istituto. Un rapinatore resta fuori a fare da palo.
Dentro ci sono la direttrice, tre dipendenti, cassiere compreso (di 30 anni) e un cliente. Da qui in poi le telecamere interne riprendono tutto. I malviventi dicono a vigilante e cliente di stare in un angolo, in ginocchio. Poi puntano sul cassiere. La cassaforte è stata aperta poco prima per prelevare il contante e ricaricare il bancomat. Il tempo di apertura di solito è di un minuto, poi si richiude automaticamente. I rapinatori afferrano il contante e imboccano l'uscita. La porta è girevole. Però ha smesso di muoversi. Uno dei malviventi perde il controllo. Urla al cassiere: «Forza, apri». Afferra la pistola la solleva e spara. I carabinieri dell'Eur, del maggiore Rino Coppola, non credono che l'intenzione fosse di colpire il cassiere. Ma succede. L'ogiva s'infila nel polpaccio, esce e si conficca nel muro.
Un complice grida: «Ma che fai, spari». Il tornello riprende a girare. I quattro fuggono sui due scooter. Più tardi i militari ne ritrovano uno, abbandonato in una via del Torrino. Il cassiere è stato ricoverato all'ospedale Sant'Eugenio, medicato e dimesso poche ore dopo. Anche la guardia è stata medicata. Per gli altri solo paura.
Fabio Di Chio
24/07/2010