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23/07/2010, 05:30

Notizie - Roma

Una stangata non solo economica, quella del bilancio capitolino che rischia ora di entrare in un'impasse politica che può creare più di un grave problema.

L'ordine dell'assessore Leo è perentorio: il bilancio e le sue 14 delibere propedeutiche che riguardano per la maggior parte la rimodulazione tariffaria dei servizi comunali, come nidi, mense e musei, devono essere approvati entro il 31 luglio.

Peccato però che, se tutto va bene, la prima delibera collegata alla manovra economica arriverà in aula lunedì. Vale a dire il 26 luglio. Ora, discutere, emendare e approvare un bilancio così importante per i romani in soli sei giorni sembra, obiettivamente, un po' troppo. Così, nella riunione dei capigruppo di ieri è scoppiata la bagarre. L'intento della maggioranza è quello di accorpare le 14 delibere con un'unica discussione e votazione. «Una cosa che non è prevista dal regolamento - spiega il vice presidente del Consiglio comunale, Mirko Coratti (Pd) - e che non si può fare. Noi chiediamo non solo il ritiro delle delibere che prevedono i rincari dei servizi scolastici ma anche di poter discutere in aula delibera per delibera». Sul piede di guerra anche il capogruppo Pd, Umberto Marroni e il consigliere de La Destra, Francesco Storace. Entrambi chiedono l'intervento diretto di Alemanno. Un suggerimento più che una minaccia. Il Consiglio comunale potrebbe entrare in un'impasse simile a quella, pure meno rilevante, delle tariffe taxi e il rischio di un ferragosto in Campidoglio per discutere di bilancio potrebbe trasformarsi in realtà.

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23/07/2010










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