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22/07/2010, 05:30

Notizie - Roma

Talpa dei clan in procura. 14 arresti

La cosca aveva un uomo in Tribunale che la teneva aggiornata sulle indagini in corso. Nella rete dei carabinieri del Ros una "'ndrina" calabrese che trafficava armi e droga a Roma, Anzio e Nettuno.

tribunale Usura, traffico di armi, spaccio di droga e furti in appartamenti. Qualsiasi reato commettevano piuttosto di raccogliere denaro per la «causa»: portare soldi alla 'ndrangheta. Un'attività criminale che 14 persone compievano da tempo soprattutto ad Anzio, Nettuno e nella Capitale, dove avevano dato prestiti con tassi usurai fino al 20% al mese ai commercianti di Torre Maura e Prenestino. Ma non finisce qui. A lavorare per l'organizzazione anche un dipendente del palazzo di Giustizia romano, proprio quello che indagava sugli arrestati. La talpa, infatti, comunicava ai complici qual era l'attività investigativa in corso e quali erano i provvedimenti presi per incastrarli. «Il Ros indaga su di noi», una delle frasi intercettate dai carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, che ieri hanno mandato in cella undici persone e tre a domiciliari.

 
Gli investigatori hanno accertato che l'infiltrato, indagato, è il fratello di uno degli usurai calabresi arrestati, e che avvertiva alcune persone informandole di essere indagate. Duro colpo alla cosca 'ndranghetista del clan Gallace, che era riuscita a infiltrarsi nel Lazio: sequestrate anche tre società, per un valore di un milione di euro. I militari hanno effettuato anche alcune perquisizioni presso abitazioni, recuperando denaro contante e munizioni. Il generale del Ros Mario Parente e il colonnello Massimiliano Macilenti hanno spiegato che l'indagine è il seguito di un'operazione del 2004, chiamata «Appia», che si è conclusa con l'arresto di 33 persone nei confronti di altrettanti esponenti dell'articolazione laziale della cosca Gallace di Guardavalle, tutti coinvolti in attività di droga, armi e riciclaggio.

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Augusto Parboni

22/07/2010

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