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Paura nella Capitale

Studentessa violentata nel garage

Torna il serial stupratore: 40 anni, romano, mascherato. L'aggressore le ha chiuso la bocca con l'adesivo dopo averla sorpresa alle 3 di notte alle spalle appena dopo che la giovane aveva parcheggiato l'auto.

Il garage dov'è avvenuto lo stupro Ci risiamo. A Roma è il secondo stupro nei garage in un mese. L'aggressore ha atteso che la ragazza sollevasse la portiera basculante poi l'ha immobilizzata e violentata tappandole la bocca col nastro adesivo, mascherandosi il volto per non essere riconosciuto. Nella Capitale si rimaterializza a Tor Carbone, zona immersa nel verde lambita dall'Ardeatina, l'incubo dello stupratore seriale. La vittima una studentessa, Gianna (nome di fantasia) C., 21 anni. Alle 3 dell'altra notte, in via Sommer, rientrava a casa dopo una serata passata con amici e amiche. E lui era lì. Sopra la basculante è piazzata una telecamera, ma i residenti dicono che è «un pezzo di plastica, coi fili staccati: serve a spaventare, ma non registra alcuna immagine». Di un serial violentatore se ne era parlato dopo lo stupro del 2 giugno di una giornalista di 34 anni avvenuta con le stesse modalità (lo stupratore a volto coperto, col coltello e il nastro adesivo) alla Bufalotta (zona simile allo scenario urbanistico dell'ultimo abuso, a Tor Carbone), sempre nei garage ricavati nel ventre cavo degli edifici (ambiente ampio e senza troppi controlli). Ora torna il terrore.

La Squadra mobile di Roma diretta da Vittorio Rizzi ha incrociato le descrizioni dello stupratore fornite dalla vittima del 2 giugno e dell'altra notte, e di lui ora ci sono sagoma e connotati più precisi: età tra i 30 e i 40 anni, alto 1 metro e 75, accento romano. Gli investigatori però non escludono che il violento possa essere uno straniero. Considerando la sua età, potrebbe trovarsi a Roma da anni, svolgendo un lavoro che lo renderebbe un insospettabile straniero integrato, avendo assunto anche l'accento romano. Le indagini faranno chiarezza. Questa la dinamica dell'altra notte. Sono le 3. Gianna è in auto. L'ingresso ai garage è vicino a una delle villette a schiera dove vive con la madre e la sorella (il papà è fuori per lavoro). Forse lo stupratore era in strada, accucciato dietro una delle auto in sosta a filo dello spartitraffico. L'ha vista arrivare e quando la ragazza ha aperto il cancello lui l'ha seguita. Oppure era già dentro e aspettava la preda, una qualsiasi. Lei solleva la basculante del garage, entra con l'auto e quando scende lui la prende alle spalle. È rapido. In testa calza un passamontagna scuro. Con un forte accento romano, le punta il coltello alla gola, le dice di non fiatare, di non urlare. Le chiude la bocca col nastro adesivo. Poi la violenta. Poi fugge senza portarsi via il cellulare della poveretta: evidentemente sa che potrebbe essere utile agli investigatori per stanarlo. La ragazza avvisa la sorella e la madre, loro chiamano la polizia. La mma urla è sconvolta.

Alcuni vicini si svegliano, si danno da fare. Sul posto arrivano i poliziotti del Commissariato Tor Carbone insieme con gli investigatori della Mobile. La giovane è stata subito soccorsa dai sanitari del 118 che l'hanno caricata in ambulanza e trasportata all'ospedale Sant'Eugenio. Qui i sanitari hanno riscontrato la violenza sessuale. Come negli altri casi, pare che lo stupratore abbia lasciato tracce biologiche. Inoltre, gli accertamenti della Scientifica sull'auto della giovane saranno utili per verificare l'evenutale presenza di impronte digitali dell'aggressore, elementi decisivi per confermare la sua identità. I residenti parlano di almeno tre tentativi di stupro avvenuti negli ultimi due mesi. «In passato avevamo chiesto di mettere alcune telecamere condominiali - racconta un inquilino di una palazzina che ha in comune il garage - poi per motivi di privacy è stata accantonata l'idea. Non è che ci siamo mai sentiti a rischio, però le telecamere sono sempre un deterrente».

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Fabio Di Chio

04/07/2009

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